Come avviare il tuo allevamento di asini

Quando si pensa alle innumerevoli possibilità di impresa alternativa e bio, agricoltura e allevamento sono senza dubbio alcune delle opzioni più interessanti che abbiamo a nostra disposizione, essendo entrambe queste possibilità in grado di darci enormi soddisfazioni sia dal punto di vista economico che personale.

Nell’articolo di oggi vedremo insieme cosa è necessario sapere per intraprendere un’attività nel campo dell’allevamento di asini, in grado di essere utilizzati per produrre sia latte che carne; cercheremo di segnalare quali sono i criteri più importanti da osservare e le regole per avviare la propria attività nel migliore dei modi, sia dal punto organizzativo che dei requisiti legali ed igienici necessari per essere sempre in regola.

Da dove iniziare?

Per quanto riguarda le condizioni preliminari necessarie per avviare un’allevamento di asini di successo, è innanzitutto importante sapere dove poter allevare i propri animali.

Per fortuna, a differenza di altre specie animali che hanno delle esigenze molto più precise in termini di ambiente e condizioni climatiche, gli asini sono per definizione animali molto resistenti e, per questo motivo, ti sarà possibile prendertene cura praticamente in qualsiasi clima e altitudine, sempre tenendo presente che qualsiasi animale ha bisogno di spazio per pascolare e/o muoversi liberamente.

L’asino non fa eccezioni, permettendoci quindi di avviare la nostra impresa dovunque avremo a disposizione uno spazio sufficiente a garantire il benessere dei nostri animali.

Le razze più diffuse in Italia

Una volta certi di poter accogliere i nostri animali in un ambiente adatto alle loro esigenze, non resterà che scegliere il tipo di razza di asino più adatta ai nostri scopi, a seconda che ci interessi maggiormente la loro carne oppure il latte prodotto da questi splendidi animali, molto utilizzato per formaggi sia freschi che stagionati.

Potremmo, ad esempio, scegliere tra una delle razze più diffuse in Italia e autoctone della nostra terra, ognuna delle quali ha delle sue caratteristiche precise che è necessario conoscere per poter intraprendere al meglio questo nostro percorso imprenditoriale.

Le razze più diffuse in Italia sono, allora, le seguenti:

  • Asino amiantino: dal carattere mansueto e resistente, è originario della Toscana e si presta particolarmente all’impiego anche in lavori che richiedono una certa resistenza fisica. Riconoscibile dai caratteristici arti striati, questa razza è anche particolarmente longeva, essendo in grado di vivere fino a circa 40 anni.
  • Asino di Martina Franca: noto per la sua stazza superiore alla media e per la sua prestanza fisica, si tratta di una razza originaria della Puglia e usata molto spesso come animale da soma ma, sempre più frequentemente, anche per via dell’ottimo latte prodotto dagli esemplari di sesso femminile.
  • Asino sardo: questa specie è caratterizzata da una riga mulina crociata e da orecchie con bordo scuro, Questo animale, noto per essere stato tradizionalmente impiegato come animale da soma e da tiro, è forse tra gli asini italiani più noti e famosi anche all’estero, e non è raro anche che venga usato per la comune alimentazione, data la prelibatezza delle sue carni.

Ci sono dei requisiti da osservare?

Ovviamente, come nel caso di qualsiasi altro tipo di attività di allevamento, è necessario compiere una serie di operazioni burocratiche che vedremo nel corso di questo articolo.

Tuttavia, non esistono particolari requisiti legali o amministrativi per aprire il proprio allevamento di asini, cosa che rende questo tipo di attività davvero alla portata di chiunque abbia intenzione di dedicare il proprio tempo a questo tipo di impresa, che sicuramente rappresenta un’attività impegnativa ma potenzialmente davvero redditizia.

Quello che ci servirà, in ogni caso, è avere a nostra disposizione un terreno adatto al pascolo, delle stalle e una sala per la mungitura.

Ricordiamo, infatti, che gli asini sono animali che hanno bisogno di vivere in compagnia, data la loro indole socievole; pertanto, sarà assolutamente necessario fare in modo che le stalle e le aree adibite a pascolo siano sufficientemente ampie per poterne ospitare un certo numero tutti insieme.

Quali sono i costi di un allevamento di asini

Ovviamente, dovremo essere anche pronti a sostenere dei costi che, naturalmente, dobbiamo considerare sin dall’inizio quando stiliamo il nostro business plan. Tra le voci più importanti ricordiamo:

  1. Affitto o acquisto del terreno: andrà preventivato l’acquisto (o l’affitto) di un terreno che abbia tutte le caratteristiche adatte per accogliere i nostri animali e garantire loro una vita dignitosa e la massima salubrità. Inoltre, sarà anche necessario realizzare delle stalle e degli abbeveratoi, nonché dotarsi di tutte le attrezzature necessarie per una mungitura che rispetti i criteri igienici in vigore.
  2. Costo degli asini: ovviamente, si dovrà pensare all’acquisto degli animali stessi, il cui prezzo può variare a seconda della razza, del sesso e dell’età. In generale, il prezzo medio si aggira sui 1.000 €, ma non è certo raro trovare delle ottime occasioni che ci permetteranno anche di ottenere i nostri primi asini in maniera quasi del tutto gratuita.
  3. Alimentazione degli asini: tutti gli asini hanno bisogno di erba (fonte di proteine e lipidi), cereali (per l’assunzione di carboidrati), nonché vitamine e proteine. Nel caso delle asine da latte, sarà necessario anche curarne l’alimentazione in modo tale da adattarsi alle varie fasi della loro gestazione.

L’iter burocratico

Dal punto di vista burocratico, infine, non esistono particolari norme o leggi che regolamentano nello specifico questo tipo di allevamento: ovviamente, sarà necessario registrare i propri animali seguendo il Codice per la tutela e la gestione degli equidi e, in ultima analisi, registrare l’asino sia all’USL della città sia all’anagrafe equina (APA), dotandolo ovviamente di microchip e passaporto veterinario.

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