Contratto a Chiamata (job on call)

Il contratto a chiamata, o lavoro intermittente, o job on call è il contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa a tempo determinato o indeterminato . Questa tipologia lavorativa è regolamentata dal DLS 10 settembre 2003, n. 276, art. 33 (vedi di seguito il relativo estratto dal Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, art. 33).
Il contratto intermittente può essere stipulato solamente nel caso di lavoro A CARATTERE DISCONTINUO O INTERMITTENTE.


Le prestazioni di carattere discontinuo o intermittente sono indicate nella tabella allegata al Regio Decreto 6 dicembre 1923, n. 2657, in attesa delle regolamentazioni dei contratti collettivi (Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 23 ottobre 2004). Del predetto Regio Decreto devono considerarsi solamente le tipologie di lavoro indicate senza considerare i requisiti dimensionali e le altre limitazioni alle quali lo stesso Decreto fa riferimento Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 3 febbraio 2005, n. 4).
In ogni caso, sempre in attesa delle nuove determinazioni della contrattazione collettiva, continuano ad applicarsi le clausole contenute nei contratti collettivi, in vigore prima del 24 ottobre 2003, che disciplinavano l’esecuzione di prestazioni di carattere discontinuo (DM 23 ottobre 2004).

Il contratto intermittente può essere stipulato solamente nel caso di lavoro PER PERIODI PREDETERMINATI
Per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno:
* week end: ore 13.00 del venerdì – ore 6.00 del lunedì
* vacanze natalizie: 1° dicembre – 10 gennaio
* vacanze pasquali: domenica delle Palme – martedì successivo il Lunedì dell’Angelo
* ferie estive: 1° giugno – 30 settembre
I periodi sopra individuati potranno essere modificati dai contratti collettivi per adeguarli alle effettive necessità di ogni settore, così come potranno essere individuati ulteriori periodi
predeterminati. Il contratto intermittente può essere stipulato solamente nel caso di lavoro CON PARTICOLARI LAVORATORI
In ogni caso, per prestazioni rese da soggetti con meno di 25 anni o con più di 45 anni, anche pensionati (Dlgs 276/2003, art. 34, comma 2).

QUANDO NON E’ UTILIZZABILE IL CONTRATTO A CHIAMATA:
E’ vietato il ricorso al lavoro intermittente (Dlgs art. 34, comma 3):
1. per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero
2. salva diversa disposizione degli accordi sindacali, presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a chiamata ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a chiamata
3. da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni

CARATTERISTICHE CONTRATTUALI
Il contratto deve essere stipulato in forma scritta, ai fini della prova, e deve contenere i seguenti elementi:
- durata e ipotesi, oggettive o soggettive, che consentono la stipulazione del contratto
- luogo e modalità della disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso non può essere inferiore a un giorno lavorativo
- trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità, ove prevista
- forme e modalità con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l’esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione
- modalità della chiamata che deve essere effettuata in forma scritta e modalità della relativa conferma da parte del lavoratore (Circolare Ministeriale 4/2005)
- tempi e modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità
- eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto
Nel caso in cui nel contratto non siano espressamente riportati gli elementi sopra elencati, lo stesso sarà intergrato dalle indicazioni previste dai contratti collettivi (Circolare Ministeriale 4/2005).

TRATTAMENTO ECONOMICO
Il lavoratore intermittente deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo che non sia complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte, anche se riproporzionato secondo la prestazione lavorativa effettivamente eseguita (per esempio è proporzionato l’importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, le ferie e i vari trattamenti previdenziali e assistenziali). Per tutto il periodo durante il quale il lavoratore resta disponibile a rispondere alla chiamata non matura nessun diritto dei lavoratori subordinati: ha solo il diritto a percepire l’indennità di disponibilità.

CONTRIBUZIONE
Il lavoratore intermittente può versare la differenza contributiva per i periodi in cui ha percepito una retribuzione inferiore a quella convenzionale o ha usufruito dell’indennità di disponibilità. Le modalità del predetto versamento sono stabilite dallo stesso Ente (Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 dicembre 2004).

INDENNITÀ DI DISPONIBILITÀ
Per i periodi nei quali il lavoratore garantisce la propria disponibilità al datore di lavoro in attesa di utilizzazione è riconosciuta una indennità mensile di disponibilità, divisibile
in quote orarie (Dlgs 276/2003, art. 36). Attualmente l’ indennità di disponibilità in misura pari al 20% della retribuzione prevista dal CCNL applicato nell’azienda utilizzatrice
(Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 10 marzo 2004). Per la determinazione delle quote orarie si assume come coefficiente divisore orario quello del CCNL applicato nell’azienda utilizzatrice.

IMPOSSIBILITÀ DI RISPONDERE ALLA CHIAMATA
Il lavoratore deve informare tempestivamente il datore di lavoro in caso di malattia o di altro evento che impedisca la risposta alla chiamata. Durante tale periodo di indisponibilità il lavoratore non matura il diritto all’indennità. Nel caso in cui il lavoratore non provveda a tale comunicazione perde il diritto alla indennità di disponibilità per un periodo di 15 giorni, salva diversa previsione del contratto individuale. Il rifiuto ingiustificato di rispondere alla chiamata può comportare la risoluzione del contratto, la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo successivo all’ingiustificato rifiuto, nonché un congruo risarcimento del danno nella misura fissata dai contratti collettivi o, in mancanza, dal contratto di lavoro.

ADEMPIMENTI A CARICO DEL DATORE DI LAVORO
Il datore di lavoro deve comunicare l’assunzione al Centro per l’impiego competente, entro il giorno antecedente a quello di instaurazione del rapporto, specificando la obbligatorietà o
meno della chiamata e le modalità della eventuale disponibilità concordata. Inoltre, con cadenza annuale, il datore di lavoro deve informare le rappresentanze sindacali circa
l’andamento delle assunzioni con contratto di lavoro intermittente e le relative chiamate (Circolare Ministeriale 4/2005).

DISCIPLINE APPLICABILI
Il presente contratto, nonostante le suddette particolarità, è pur sempre un contratto di lavoro subordinato, pertanto, le parti devono rispettare la normativa di legge e di contratto collettivo applicabili, in particolare la disciplina in materia di orario di lavoro. Trova, altresì, applicazione la normativa prevista per il lavoro subordinato in caso di malattia professionale e infortunio se verificatisi in ragione del rapporto di lavoro (Circolare Ministeriale 4/2005). Alla presente tipologia di contratto, invece, non si applica la disciplina del lavoro a tempo parziale nè quello a tempo determinato.

CUMULO CON ALTRI CONTRATTI DI LAVORO
E’ possibile stipulare (Circolare Ministeriale 4/2005):
- più contratti di lavoro intermittente con datori di lavoro diversi
- un contratto di lavoro intermittente e altri differenti tipologie contrattuali compatibilmente con i vari impegni assunti dalle parti


(fonte bloglavoro.com)

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