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Di negozi in Italia ce ne sono moltissimi e trattano innumerevoli merceologie. Se anche a te è venuta voglia di informarti su cosa bisogna fare per aprire un negozio, allora sei nel posto giusto. Di seguito ti darò tutte le informazioni necessarie per iniziare ad inquadrare le attività che devi affrontare per arrivare aprire il tuo negozio.

Perché aprire un negozio?

Sembra una domanda banale ma in realtà nasconde delle risposte a cui forse non avevi pensato:

  • Per il desiderio di avviare un’attività e non dipendere più da altri;
  • Perché si è padroni del proprio destino;
  • Perché si può realizzare un profitto superiore rispetto ad un salario medio;
  • Per dare un’alternativa ai propri figli;
  • Per realizzare appieno la propria passione e sfruttare al meglio il proprio bagaglio di conoscenze;
  • Perché si desidera un lavoro a contatto con la gente.

Molte sono le considerazioni che si possono fare, il punto centrale è il livello di autonomia che si raggiunge avendo un proprio locale adibito al commercio. Ogni motivazione nasconde una propensione personale che fa parte del carattere di una persona, come lo spirito di iniziativa, la pazienza nel seguire le prassi, l’empatia necessaria quando si ha a che fare con molte persone diverse, l’ambizione di voler costruire il proprio futuro.

Quale tipo di negozio aprire?

Prima di arrivare alla parte burocratica bisogna aver inquadrato il tipo di attività commerciale da svolgere. Da questa scelta dipende il tipo di locale, la sua posizione, e l’iter amministrativo da seguire.

Ciascuna merceologia ha una sua caratteristica e questa incide molto sullo svolgimento dell’attività, vale la pena fare un esempio per capire l’importanza di scegliere con accuratezza il settore merceologico: se si desidera aprire un negozio di abbigliamento, sarà necessario valutare delle location ad alto traffico pedonale, con più vetrine disponibili, in un contesto commerciale ecc.. Quando invece si valuta di aprire una lavanderia automatica, l’elemento più importante è il parcheggio subito in prossimità, per permettere alla clientela di trasportare piumoni, tappeti, giubbotti con l’auto.

Le due attività sono accomunate dall’iter burocratico che si differenzia solo per i locali che sono destinati alla vendita di alimenti, come bar e ristoranti.

Un vantaggio lo si può acquisire nel caso in cui si decida di aprire un negozio in franchising poiché gran parte delle indicazioni necessarie per aprire e per gestire, viene fornita dal franchisor, comprese quelle valutazioni commerciali e tecniche in merito al tipo di location ed al percorso burocratico da affrontare.

Quali sono i permessi che servono per aprire un negozio?

L’iter burocratico è stato snellito grazie al Decreto Bersani (D.L. n. 114 del 31 marzo 1998).

Gli obblighi amministrativi sono:

  • Aprire una Partita IVA;
  • Iscriversi all’INPS, all’INAIL e alla camera di commercio;
  • Fare denuncia al Comune di inizio attività 30 giorni prima;
  • Iscrizione al REC solo per le attività di bar, ristorante e albergo per i quali le procedure autorizzative sono molto più restrittive;
  • Licenza dei Monopoli di Stato se si intende aprire un tabaccaio.

Per tutte queste attività è fortemente consigliato un commercialista che permette anche la tenuta conti e l’aggiornamento normativo, che in Italia è continuo.

Occorre essere in possesso di requisiti personali imprescindibili:

  • Non essere incorsi in fallimenti;
  • Non aver subito una condanna per un reato di origine non colposa che prevede un minimo di pena di 3 anni;
  • Non essere un sorvegliato speciale oppure avere un obbligo si soggiorno.

Le caratteristiche dei locali

Quando si decide di aprire un negozio in un nuovo locale, (quindi non quando si subentra ad una precedente attività), normalmente bisogna fare dei lavori di ammodernamento più o meno importanti. In questo caso vigono le norme edilizie da rispettare alla lettera.

Per i negozi destinati al commercio di alimenti, che vengono preparati in loco, l’ente di riferimento è sicuramente l’ASL che deve verificare l’idoneità dei locali. A questo riferimenti occorre fare molta attenzione a particolari regolamenti regionali in materia di disponibilità dei bagni anche per i disabili. Occorre rivolgersi ad un consulente in materia che tratterà l’aspetto igienico sanitario (manuale di autocertificazione HACCP) e della sicurezza dei luoghi di lavoro.

Si dovrà quindi in tutti i casi compilare una SCIA ove ci si impegna sostanzialmente a seguire le normative prevista dal settore.

Occorre far riferimento a chi conosce bene la materia poiché le brutte sorprese sono dietro l’angolo, è questo il tallone d’Achille della burocrazia italiana, qualcosa può cambiare e dobbiamo saperlo. In particolare la destinazione d’uso originaria dei locali, se occorre variarla, bisogna conoscere per ben se ciò è permesso dai regolamenti comunali vigenti.

Quanto costa aprire un negozio e i finanziamenti disponibili

Non è semplice dare una risposta certa per una domanda così generica. I fattori che influenzano la cifra da porre all’inizio, per riuscire ad aprire un negozio sono molti:

  • Il settore in cui si vuole svolgere la propria attività di commercio: se la merceologia è alimentare i costi di rifacimento del locale sono impattati da procedure stringenti riguardanti l’igiene; quando si apre un negozio di abbigliamento invece i costi diventano più limitati;
  • Il livello di qualità che si intende offrire: il locale riflette il genere ed il livello di specializzazione che si vuole raggiungere, una boutique ha necessità di design differenti da un negozio a buon mercato. La stessa location ha costi di mantenimento diversi;
  • Il valore dello stock della merce: conto vendita oppure stock di magazzino, livello di rotazioni della merce, valore unitario dei singoli item ecc..

Orientativamente si parla di una forbice che va dai 20 ai 120 mila euro a seconda della dimensione, e del reparto merceologico.

Questi soldi possono provenire anche da finanziamenti pubblici messi a disposizione dal Ministero per lo Sviluppo Economico, tramite il sito Invitalia rivolto a favorire l’imprenditoria dei giovani e delle donne.

In definitiva, aprire un negozio in campo non alimentare non presenta grandi difficoltà, la presenza di consulenti è necessaria per varie tematiche, che vanno dal tributario alla sicurezza sul lavoro. La scelta di aprire in franchising da modo di avere una strada agevolata ed un livello di riflessione sulla bontà dell’iniziativa, meno oscura rispetto a muoversi in proprio.

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