Come Avviare una Coltivazione di Frutti di Bosco

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L’impiego in cucina dei frutti di bosco è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi anni, in modo particolare nelle pasticcerie. Ma gli chef sono anche abili nel proporli con successo all’interno di ricette salate. Questa tipologia di frutti, piccoli, colorati e ricchi di proprietà, è diffusa anche tra i salutisti. La ricchezza di vitamine, fibre, sali minerali e sostanze antiossidanti, li rende uno snack sfizioso, magari da consumare a colazione assieme a uno yogurt o, per i più golosi, da utilizzare per guarnire una coppa di gelato.

L’elevata richiesta non viene oggi soddisfatta dalla produzione interna. Ecco perché investire nella coltivazione di frutti di bosco può rappresentare una buona idea. D’altronde, stiamo parlando di frutta venduta a un prezzo piuttosto elevato. E la volontà di un numero sempre più elevato di consumatori di consumare frutta biologica o, comunque, di qualità elevata, ha aperto nuovi scenari. Ecco alcuni consigli per iniziare a coltivare frutti rossi con l’obiettivo di produrre reddito.

Le varietà esistenti

Il termine “frutti di bosco” fa riferimento a una lunga lista di frutti. Ne fanno parte alchechengi, aronia, bacche di goji, lamponi, mirtilli, more, olivello spinoso e ribes nero. Al momento di scegliere quali coltivare è opportuno considerare i tempi necessari ai frutti per arrivare a piena maturazione. Se mora e lampone unifero la raggiungono nel secondo anno, il lampone rifiorente regala ottimi risultati già durante l’autunno nell’anno in cui avviene l’impianto. Ribes, mirtillo e uva spina, pur potendo essere raccolti a partire dal secondo anno, vedono la produzione aumentare nei due anni successivi, stabilizzandosi in seguito.

Caratteristiche del terreno, esposizione e acqua

In genere i frutti di bosco, la cui maturazione ha luogo tra i mesi di giugno e settembre, necessitano di un terreno umido e ben drenato, che appaia ricco di humus e si caratterizzi per una leggera acidità. Ma occorre comunque valutare le caratteristiche e la quantità di acqua necessaria caso per caso.

Uno dei punti di forza dei frutti di bosco è il fatto di non temere freddo e caldo. Questo purché siano esposti in modo corretto alla luce del sole. Sempre parlando della scelta del terreno, a prestarsi meglio alla coltivazione sono le zone collinari, evitando aree che superino 800 metri di altezza dal livello del mare. Pur amando le pioggerelle, è opportuno adottare i giusti accorgimenti per riparare le piantine dalle intemperie nel caso le previsioni atmosferiche facciano temere il peggio.

Come preparare il terreno e altri consigli utili

Selezionato il terreno, ricorrendo a un’analisi chimico-fisica dello stesso si potranno ottenere indicazioni utili a comprendere su quale frutto di bosco concentrarsi. Valutato se predisporre o meno un sistema a sostegno e protezione, inizierà la fase di preparazione del terreno.

Occorrerà ararlo al fine di sollevare e arieggiare il terreno stesso, limitandosi però agli strati superficiali. Se questa scelta manterrà il suolo fertile, arare più in profondità porterebbe in superficie strati privi di attività microbica, quindi poco fertili.

La preparazione potrà proseguire con la concimazione mediante concimi organici e con pratiche come il sovescio, anch’esse utili alla fertilità del terreno. Il passo successivo? La messa in dimora delle piante e l’allestimento di un sistema d’irrigazione.

Come portare avanti la coltivazione

Chi decide di coltivare frutti di bosco deve tenere conto che le piante non richiedono una potatura specifica. Al contempo, rispetto ad altre colture il trattamento antiparassitario appare meno impegnativo.

Se a essere coltivate sono le fragoline, ad esempio, è sufficiente porre le piantine all’ombra di alberi o di arbusti, garantendo così fresco e ombra, elementi essenziali per vederle moltiplicarsi con rapidità.

Chi ha poca esperienza in materia potrà ottenere suggerimenti utili e il supporto di cui necessita rivolgendosi ad associazioni e cooperative situate della zona in cui intende coltivare. E il supporto potrà estendersi anche alla burocrazia. Bisogna considerare, infatti, che per coltivare frutti di bosco è richiesta l’apertura di una Partita Iva agricola. Coltivatori esperti e competenti si potranno forniranno informazioni preziose in merito al budget necessario. Le cifre non appaiono troppo elevate, con investimenti iniziali che, in media, si attestano sui 10.000 euro.

Merita di essere sottolineato come i frutti di bosco siano apprezzati non solo in cucina, comparendo anche nelle formulazioni dei prodotti di bellezza e per la cura della persona. Un motivo in più per avviare la coltivazione. Tra l’altro, l’attività comporta meno sacrifici rispetto alla messa in mora di un frutteto con protagoniste mele e pere. E abitare in collina, avendo a disposizione un appezzamento incolto, può rendere ancora più redditizia la coltivazione.

Raccolta e commercializzazione

E’ possibile classificare i frutti di bosco in base alla loro destinazione. Le varietà destinate al consumo fresco vengono in genere raccolte a mano, per evitare che la raccolta meccanica finisca per minarne l’integrità (quindi la relativa conservazione). Per i frutti destinati alla trasformazione industriale (in prevalenza mirtillo rosso e ribes) oggi sono disponibili mezzi meccanici capaci di garantire una raccolta più veloce. Le fragole, dal canto loro, in diversi casi si avvalgono dell’impiego di sistemi robotizzati.

Per quanto riguarda la commercializzazione, bisogna considerare che per coltivare e vendere frutti di bosco è richiesta l’apertura di una Partita Iva . Coltivatori esperti e competenti forniranno informazioni preziose in merito al budget necessario. Le cifre non appaiono troppo elevate, con investimenti iniziali che, in media, si attestano sui 10.000 euro. Se si sceglie di aprire un negozio in franchising, si ottimizzano notevolmente i costi.

Merita di essere sottolineato come i frutti di bosco siano apprezzati non solo in cucina, comparendo anche nelle formulazioni dei prodotti di bellezza e per la cura della persona. Un motivo in più per avviare la coltivazione. E abitare in collina, avendo a disposizione un appezzamento incolto, può rendere ancora più redditizia la coltivazione.

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