Come avviare una rosticceria

come aprire una rosticceria

Quando parliamo di attività e idee di business sempre sulla cresta dell’onda, sicuramente ci viene subito in mente di investire nel settore della ristorazione più o meno take away, come nel caso che esporremo oggi.

Nell’articolo di questa settimana, infatti, parleremo di come aprire una gastronomia o rosticceria, di quali sono tutti i passaggi che dovremo compiere per poter partire subito con il piede giusto e, non per ultimo, di quali sono i principali passaggi a livello legale e burocratico che dovremo preoccuparci di compiere.

Una breve ma intensa guida al tuo business facile nel campo della rosticceria, in cui ci occuperemo di spiegare anche quale tipo di valutazioni dovrai compiere prima di pensare di aprire la tua attività.

Procediamo allora con ordine e vediamo tutto quello che devi sapere prima di aprire la tua rosticceria.

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Dove è possibile aprire una rosticceria?

Come abbiamo già detto e come tutti in fondo sappiamo, possiamo essere certi che qualsiasi piccolo paese, per non parlare delle grandi città, abbia la sua rosticceria con una affezionata clientela.

Questo perché si tratta di un tipo di attività che ha sempre successo, a patto che sapremo offrire ai nostri clienti dei prodotti invitanti e sempre di ottima qualità, come vedremo meglio nei paragrafi successivi.

Un business adatto a ogni contesto, meglio se centrale e di passaggio, ma che può anche invece radicarsi in un quartiere meno centrale e vivere autonomamente dai tumulti delle grandi zone commerciali.

Cos’è una rosticceria

Per rosticceria, è sempre bene ricordarlo, si intende una formula ben diversa da quella del ristorante classico, e quindi meno impegnativa in termini non solo di requisiti, ma anche di offerta.

Si tratterà allora di dotarsi degli strumenti per preparare e servire panini, crocchette, arancini e così via, ovvero snack pratici e di piccole dimensioni, sia caldi che freddi, accompagnati da bevande più o meno alcoliche.

Non deve essere necessario offrire ai propri clienti uno spazio in cui accomodarsi, ma la nostra attività può tranquillamente anche essere take away, ovvero consentire il solo asporto delle pietanze acquistate dalla nostra attività.

Quali sono i requisiti specifici?

Aprire una rosticceria è un’impresa che richiede non solo passione per la gastronomia, ma anche un’accurata pianificazione amministrativa e finanziaria. Come per qualsiasi attività commerciale, ci sono diverse incombenze burocratiche da affrontare prima di poter aprire le porte al pubblico.

Innanzitutto, è necessario avviare le procedure di registrazione presso gli enti competenti. Un altro requisito cruciale è la preparazione del titolare o di uno dei dipendenti in materia di sicurezza alimentare.

È richiesto il completamento di un corso riconosciuto dalla Regione o il possesso di una certificazione che attesti almeno due anni di esperienza nel settore della produzione e della vendita di alimenti negli ultimi cinque anni.

Un altro requisito essenziale è quello di prendere un negozio in affitto o in vendita che sia categorizzato come locale commerciale.

Infine, tra i requisiti essenziali per l’apertura di una rosticceria bisogna considerare un significativo investimento di tempo, risorse economiche ed impegno, ma con la giusta pianificazione e attenzione ai dettagli, può rappresentare un’opportunità gratificante nel settore della ristorazione.Inizio modulo

L’iter burocratico

Per quanto riguarda i requisiti burocratici da adempiere nel dettaglio per poter aprire una rosticceria, essi afferiscono a quelle che sono le più attuali normative in termini, appunto, di igiene e sicurezza.

Inoltre, bisognerà ovviamente dotarsi di una partita Iva e, ovviamente, dedicare una certa spesa alla contabilità della nostra azienda.

Ci sono poi, una serie di passaggi burocratici di primaria importanza e ai quali non è assolutamente possibile sottrarsi, tra i quali tutti i controlli e le certificazioni legate all’agibilità dei locali, della messa a norma degli impianti e persino dell’insegna, se presente.

A titolo di esempio, allora, ecco, una lista parziale di operazioni da compere. Bisognerà infatti ottenere:

  • Idoneità del locale nel rispetto della normativa dell’ASL di riferimento
  • Certificazione HACCP.
  • idoneità Sanitaria del locale.
  • Verificare che l’impianto idrico, l’eventuale canna fumaria, il trattamento rifiuti, la distanza minima tra cucina e sala, l’impianto elettrico siano a norma.

Una volta che tutta la documentazione burocratica è a norma si avranno tutte le carte in regola per iniziare ad aprire la propria attività.

Quali sono i costi e i potenziali ricavi

Per quanto riguarda i costi, dobbiamo sempre considerare una serie di spese abbastanza importanti, sempre al netto delle classiche utenze e dell’eventuale affitto o rata del mutuo sull’immobile che occupiamo con la nostra rosticceria o gastronomia.

Dobbiamo pensare quindi al costo del lavoro e a tutti quei costi vivi che comporta portare avanti una cucina anche se minima.

Cibo, provviste, attrezzature e stoviglie di carta, tovaglioli, sapone, salse: tutti costi che dobbiamo essere in grado di calcolare in maniera molto precisa, in modo da calibrare le nostre spese al meglio.

I ricavi, d’altra parte, potrebbero essere davvero stellari; se riusciamo a imporci nel mercato grazie a una proposta interessante e innovativa, possiamo davvero puntare in alto in termini di guadagni, recuperando molto presto il nostro investimento iniziale.

Valutare il franchising ristorazione per aprire una rosticceria

Valutare l’opzione del franchising nel settore della ristorazione per aprire una rosticceria può essere una scelta intelligente e vantaggiosa per diversi motivi.

Innanzitutto, il franchising offre l’opportunità di avviare un’attività con il supporto di un marchio già affermato e consolidato nel mercato. Questo può garantire una maggiore visibilità e credibilità fin dall’inizio, riducendo il rischio di insuccesso rispetto a un’apertura da zero.

Inoltre, il franchising fornisce un supporto operativo e manageriale continuo da parte del franchisor, che può includere formazione del personale, supporto marketing, approvvigionamento di materie prime e consulenza su gestione finanziaria e amministrativa. Questo supporto può essere particolarmente prezioso per i nuovi imprenditori che non hanno esperienza nel settore della ristorazione.

Un altro vantaggio è la possibilità di beneficiare delle economie di scala e dei vantaggi derivanti dalla catena di approvvigionamento e distribuzione del franchisor. Questo può tradursi in costi inferiori per l’acquisto di materie prime, attrezzature e forniture, consentendo di ottenere un margine di profitto più elevato.

Molti franchisor offrono opzioni di personalizzazione e adattamento del concept alle esigenze e alle preferenze locali, consentendo agli imprenditori di mantenere un certo grado di autonomia nell’operare la propria rosticceria.

Valutare il franchising nel settore della ristorazione per aprire una rosticceria può essere una strategia vincente per gli imprenditori che cercano di avviare un’attività di successo con il supporto di un marchio consolidato e un sistema operativo collaudato. Tuttavia, è importante fare una valutazione completa dei costi, dei benefici e dei rischi associati al franchising prima di prendere una decisione finale.

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