Le opinioni e le testimonianze degli affiliati Privatassistenza

MARIA DI FRANCISCA, AFFILIATA DAL 2013. CENTRI PRIVATASSISTENZA DI LANGHIRANO (PR) E COLLECCHIO (PR)

Raccontaci la tua storia: di cosa ti occupavi prima di entrare nella Rete Privatassistenza, quali motivi ti hanno spinto a investire in questo settore e qual è l’evoluzione della tua storia con Privatassistenza fino ad oggi.
Sono Maria, nel 2013 a seguito della ormai nota crisi economica, ho dovuto per forza reinventarmi per voler continuare a lavorare. Dopo aver valutato la mia età e quindi la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro, ho deciso di intraprendere una nuova attività, tutta mia. Sono una donna fortunata, ho sempre fatto un lavoro che mi piaceva, ero una tecnica nel settore termoidraulico e prima nel settore elettrico, mi recavo in ufficio in bicicletta e come libera professionista mi sono sempre gestita le figlie da sola, ora loro sono grandi e mi sono potuta permettere di stare più tempo fuori casa. Quindi la mia priorità era trovare un altro lavoro che mi piacesse, ora non uso più la bicicletta, sono sempre in auto, tanti chilometri e tante ore fuori casa. La mia quotidianità è stata completamente stravolta.
Tutto è iniziato con una ricerca sul web: ho ricercato “assistenza anziani” perché con loro ho una relazione bellissima.
Chiaramente Privatassistenza è stata la prima visualizzazione. Confesso, ho controllato altri franchising ma non ci ho pensato molto. Ho cercato su internet informazioni, li ho contattati e mi hanno spedito una brochure a casa, in seguito, mi hanno fissato un appuntamento a Reggio Emilia. Ricordo perfettamente quel colloquio, ricordo l’entusiasmo che mi ha completamente rapito. Quando sono uscita da Italiassistenza ho iniziato il mio lavoro di ricerca di mercato, ho cominciato a fare telefonate agli affiliati, in seguito ne ho incontrati un paio e l’entusiasmo di Chiara Romanini, affiliata del Centro di Pistoia, ha completato il lavoro di Italiassistenza. Nel giro di un mese e mezzo ero già pronta a firmare e a seguire il corso di formazione, ero entrata a far parte della rete di Privatassistenza. Sono stata molto veloce, quasi sprovveduta, ma l’istinto mi diceva che quella era la mia strada.

Sei soddisfatta della scelta che hai fatto? Perché?

Ho aperto il centro Privatassistenza nel Gennaio del 2014 a Langhirano e all’inizio del 2016 ho aperto un’altra vetrina sempre nel mio distretto a Collecchio. Sono molto soddisfatta della mia attività sotto tutti i punti di vista, sono certa che da sola, senza la rete, non avrei mai potuto raggiungere i risultati che ho ottenuto.

Quali tre motivazioni daresti a una persona che sta valutando di entrare in questo settore?

1) La rete dà più forza, non volevo sentirmi sola, e infatti non lo sono mai stata.
2) Tutte le opportunità che offre Italiassistenza fanno la differenza tra noi e gli altri, e questo sia le famiglie che gli operatori lo percepiscono.
3) La scelta del Sociale non è una scelta qualsiasi, bisogna sapersi rapportare al prossimo, specialmente quando questo è in difficoltà.

TOMMASO NAPOLIONE, AFFILIATO DAL 2016. CENTRI PRIVATASSISTENZA DI BUSTO ARSIZIO, GALLARATE, LEGNANO e SARONNO.

Raccontaci la tua storia: di cosa ti occupavi prima di entrare nella Rete Privatassistenza, quali motivi ti hanno spinto a investire in questo settore e qual è l’evoluzione della tua storia con Privatassistenza fino ad oggi.
Nel 1987 ho iniziato a lavorare nel settore dell’informatica, in quegli anni l’informatica era agli inizi, si lavorava tanto e ci si divertiva. L’evoluzione professionale mi ha portato a lavorare, sempre come dipendente in grandi aziende italiane e multinazionali ma l’effetto globalizzazione e il mancato contatto con gli utilizzatori finali del mio lavoro mi aveva rattristito.
Nel 2005, insieme ad un’amica, siamo andati per curiosità alla fiera del franchising che si teneva a Milano e lì ho conosciuto Privatassistenza. Mi sono seduto e mi hanno spiegato quale era la loro idea. Ho approfondito con amici, parenti, tramite internet, con l’università LIUC di Castellanza le potenzialità di un mondo nuovo, in cui il valore della persona era ancora al centro. Dopo due anni di pensieri, ragionamenti, calcoli ho preso la decisione di licenziarmi, firmare e buttarmi in una nuova avventura che al solo pensiero mi faceva rivivere vecchie emozioni e passioni.

Sei soddisfatto della scelta che hai fatto? Perché?

Oggi, dopo oltre 10 anni di attività e con 4 centri Privatassistenza operativi, ringrazio chi mi ha dato l’opportunità e la forza di aver preso, a 47 anni, ‘La decisione’. Ancora oggi svolgo questo lavoro con le stesse emozioni e passioni dei primi giorni, la nostra cooperativa è cresciuta molto e migliaia di famiglie si sono affidate ai nostri servizi, centinaia di operatori qualificati e professionali hanno collaborato con noi. Sui nostri territori siamo conosciuti e riconosciuti, cerchiamo di fare il nostro lavoro sempre seriamente con attenzione ai particolari.

Quali tre motivazioni daresti a una persona che sta valutando di entrare in questo settore?

Per chi oggi vuole avviare questa attività dico che non è importante essere del settore. È importante lo spirito con cui si intraprende questo lavoro in quanto ci vuole dedizione (siamo sempre operativi, 365 giorni l’anno) e passione. Bisogna saper ascoltare le esigenze delle famiglie ed essere sempre disponibili e attenti.
Possiamo offrire un vasto portafoglio di servizi alle famiglie e agli attori del settore socio-sanitario. Ancora oggi la nostra vera concorrenza è il lavoro nero, nessuna altra realtà offre servizi organizzati e professionali come noi, abbiamo una rete presente ovunque sul territorio nazionale e se l’unione fa la forza…
È un’attività che prevede un modesto investimento iniziale e, se si inizia con tenacia e senza fermarsi mai, in qualche mese l’attività, questa è la mia esperienza, si sostiene da sola.
A mio parere l’unica dote richiesta è avere una forte predisposizione nei rapporti umani, sia verso le famiglie, gli assistiti, sia verso i tuoi collaboratori che verso le istituzioni del tuo territorio. Ultima considerazione che faccio è che oggi il nostro settore è uno dei pochi in Italia che prevede margini di crescita, i nuovi modelli di welfare che si susseguono e l’innalzamento delle aspettative di vita vedranno l’assistenza domiciliare sempre più un’esigenza e sempre più ci si affiderà a professionisti del settore.

SAMUELA SCHIAVI, AFFILIATA DAL 2013. CENTRO DI ASCOLI PICENO.

Raccontaci la tua storia: di cosa ti occupavi prima di entrare nella Rete Privatassistenza, quali motivi ti hanno spinto a investire in questo settore e qual è l’evoluzione della tua storia con Privatassistenza fino ad oggi.
Laurea in Psicologia con indirizzo Psicologia dell’età evolutiva, vari corsi di perfezionamento e una specializzazione in psicoterapia cognitivo comportamentale. Negli anni dopo la laurea, inizio a lavorare con una Cooperativa Sociale occupandomi di minori (interventi educativi, assistenza alle autonomie e alla comunica- zione, supporto psicologico) con particolare interesse al disturbo autistico. Nel giro di poco tempo ho la possibilità di crescere professionalmente in quanto mi viene proposto il coordinamento di un centro diurno per disabili e non senza remore, ma con responsabilità e tanta voglia di fare, accetto questa possibilità.
L’impatto con la disabilità grave, le relazioni con gli altri, la necessità di dover ristrutturare un centro diurno in base ad una legge regionale creando soddisfazione alle famiglie, alle persone che lavorano con me, al datore di lavoro, all’ente, è davvero complicato ma con tenacia, passione ed impegno porto avanti il mio lavoro. Dopo due anni ho la possibilità di gestire anche una struttura residenziale per disabili ed accetto anche questa “sfida” con orgoglio ed entusiasmo. Una volta selezionato il personale, organizzato il servizio, avviate le varie attività di gestione proseguo sempre tra mille difficoltà in quanto nel frattempo cambiano i responsabili e le condizioni di lavoro; l’alto grado di impegno e responsabilità, la mancanza di autonomia, di supporto e di fiducia reciproca, lo stress fisico e mentale mi portano ad una vita lavorativa negativa. Poi il rinnovo del bando di gara e il subentro di una nuova cooperativa che non intende mantenere il personale in atto; a seguito di inutili e stancanti battaglie sindacali e legali, trovo il tempo, il coraggio e l’energia di cercare nuove strade e lascio un contratto a tempo indeterminato e la Cooperativa. Nel frattempo anche un operatore con il quale lavoravo al residenziale si trova insoddisfatto e in cerca di nuove possibilità lavorative e mi invoglia a cercare informazioni sulla Rete Privatassistenza. Ci riflettiamo, decidiamo di candidarci…l’incontro con la Responsabile dello Sviluppo Rete Privatassistenza, la sua professionalità, l’entusiasmo e l’empatia mi hanno dato subito la sensazione di aver trovato la strada giusta e non senza dubbi e paure nel giro di qualche mese apriamo il nostro Centro Privatassistenza e la mia vita lavorativa cambia in meglio.

Sei soddisfatta della scelta che hai fatto? Perché?

Oggi sono sempre più soddisfatta di aver fatto questa scelta perché svolgo felicemente il mio lavoro con spirito imprenditoriale, impegno e sacrificio, con responsabilità sociale e professionalità guadagnando in autostima, salute fisica e mentale oltre alla gratificazione che si raggiunge nel riuscire a garantire risposte adeguate ai bisogni complessi legati ai servizi alla persona e alle loro famiglie.

Quali tre motivazioni daresti a una persona che sta valutando di entrare in questo settore?

1) Poter organizzare il proprio lavoro in modo autonomo avendo a disposizione professionalità, esperienza e conoscenze di una rete nazionale presente da 25 anni in tutta Italia.
2) Il garantire risposte adeguate ai bisogni complessi legati ai servizi della persona e alle loro famiglie.
3) La possibilità di creare valore sociale, aggregando forze positive e crescita della comunità

VINCENZO TUNDO, AFFILIATO DAL 2011. CENTRI PRIVATASSISTENZA DI LECCE E OSTUNI (BR)

Raccontaci la tua storia: di cosa ti occupavi prima di entrare nella Rete Privatassistenza, quali motivi ti hanno spinto a investire in questo settore e qual è l’evoluzione della tua storia con Privatassistenza fino ad oggi.
Sono un ingegnere meccanico di 58 anni di Lecce, con un passato (2000-2011) da dirigente presso aziende del settore Energia. Non potendo trasferire la mia famiglia (moglie e tre figli) al nord, ho preso la decisione di trasferirmi io a Lecce. Decisione difficile e coraggiosa, considerata la crisi economica mondiale e italiana del periodo (2011), ma ancor più evidente nel nostro Mezzogiorno, storicamente più “lento” del resto del Paese. Il settore dei servizi era l’unica scelta possibile per intra- prendere una attività nella mia amata Lecce. Due amici, docenti presso la SDA Bocconi a Milano e professionisti del Marketing a livello europeo, a mia precisa domanda su quale potesse essere una attività vincente e non influenzabile dalla recessione economica non esitarono a rispondermi: “l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili”. Insieme a loro, rapidamente individuammo in Italiassistenza e la sua Rete Privatassistenza gli interlocutori giusti, ricchi di competenza ed esperienza, gli unici nel 2011 con 18 anni di attività alle spalle. Oggi, oltre a gestire il Centro di Lecce con mia moglie, ho aperto il Centro di Ostuni, con soddisfazione ed orgoglio.

Sei soddisfatto della scelta che hai fatto? Perché?

Tutte le attività lavorative presentano problemi, ed anche l’assistenza domiciliare non è esente da problematiche anche importanti. Privatassistenza e il suo staff è comunque sempre stata vicina, offrendo consigli e tenacia nella ricerca delle soluzioni.
Ciò che differenzia questo settore dagli altri sono le soddisfazioni e l’arricchimento personale che questo tipo di attività produce dal punto di vista umano: la capacità di regalare un sorriso ad un anziano, il sollievo di un ammalato, la quantità enorme di amore che può trasmettere un disabile costretto in un corpo immobile, sono esperienze di vita impagabili. Pensando alla parte puramente economica dell’attività, è semplice rispondere: oltre 180.000 euro di fatturato il primo anno, oltre 400.000 il secondo, oltre 800.000 il terzo e poco più di un milione di euro nel quarto anno di attività, in una città come Lecce che conta circa 100.000 abitanti: si può mai essere insoddisfatti? No, al contrario è andato tutto oltre le più rosee previsioni.
I meriti di Privatassistenza in questa mia storia non sono riconducibili alla sola forza di un marchio conosciuto e vincente, ma alla professionalità di uno staff che con costanza, continuità e passione, studia, progetta, costruisce, innova, corregge e propone soluzioni agli affiliati della Rete, e che mette al centro dello sviluppo della stessa la qualità del servizio offerto e il marketing.

Quali tre motivazioni daresti a una persona che sta valutando di entrare in questo settore?

1) Indiscutibile crescita umana e professionale per il rapporto speciale che si instaura con utenti e operatori.

2) Attività senza limiti dal punto di vista dello sviluppo professionale in un settore in forte evoluzione per la domanda, senza limiti anche dal punto di vista economico.

3) Possibilità di misurare se stessi con una attività nuova, che non richiede particolari lauree o percorsi di studio, ma grande sensibilità e predisposizione ai rapporti sociali, un’attività che sta vivendo ora un importante momento di professionalizzazione, di crescita e di ricerca scientifica (pensiamo alla ricerca sulla “nutrizione” dell’anziano e del malato), tecnologica (pensiamo all’applicazione della “domotica” nel quotidiano del non autosufficiente, alla teleassistenza e al telesoccorso, ai presidi di supporto alla non autosufficienza), formativa (pensiamo all’enorme offerta formativa che sta producendo il settore), ma anche un’opportunità occupazionale che non ha numeri paragonabili in altri settori e con una grande diversificazione di figure professionali (dal medico alla badante, dall’infermiere all’ operatore socio-sanitario, dallo psicologo al fisioterapista, ecc.).

Altre testimonianze degli affiliati Privatassistenza Franchising:

Gianni Giraldi, titolare dei centri Privatassistenza di Monza, Vimercate, Seregno, Carate Brianza e Cesano Maderno

Giuseppe Chiusano dirige, insieme a Fabio Pavanetto, due centri Privatassistenza a Rimini

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