I videogiochi sono diventati un sistema di intrattenimento ad alta valenza culturale e sociale.
La storia del loro lancio, del loro successo, della loro produzione, che oramai raggiunge livelli comparabili alle produzioni hollywoodiane è andata di pari passo con l’affermarsi dei personal computer e delle console appositamente dedicate.
Fin dal loro sviluppo esse hanno rappresentato una clamorosa innovazione nel modo di divertirsi, scalzando via i vecchi giochi di ruolo e di società, per bambini e adulti di tutte le età.
Oggi le console più diffuse sono la XBox, la Nintendo Wii e la Playstation 5, più un’altra serie di mini-console portatili hanno una potenza operativa e un’elaborazione grafica digitale sempre più avanzata, che consente un’immersione completa nell’esperienza di gioco.
La diffusione dei videogiochi ha creato un’economia importante, con intere case di sviluppo che hanno impiegato e continuano a dar lavoro a programmatori, grafici, sceneggiatori, esperti di marketing e tester.
Data la crescita e il sempre maggior interesse verso il mondo dei videogiochi, portando anche in Italia all’organizzazione di diverse fiere del settore come, ad esempio, le fiere Comics e Games che vengono organizzate in diverse città italiane come Lucca, Milano, Udine, Napoli, aprire un negozio dedicato alla vendita di consolle e giochi può essere sicuramente un’idea di investimento da prendere in considerazione.
Il report pubblicato da Newzoo ha permesso di fare una panoramica del mercato dei videogiochi a livello globale nel corso del 2024. La piattaforma d’analisi ha attualmente stilato un primo report che rivela come secondo le prospettive di crescita per il 2025 il mercato genererà complessivamente 187,7 miliardi di dollari con una crescita del 2.1% annuo e con un aumento dei giocatori paganti che aumenteranno del 5% raggiungendo un numero pari a 1,67 miliardi nel 2027.
Il mercato dei videogiochi mostra uno stato di salute anche in Italia. Infatti, nel corso del 2023 il giro d’affari del settore ha superato i 2,3 miliardi di euro e il trend di crescita previsto è del 5% annuo. L’Italia vanta una base di fan dei videogiochi molto ampia e diversificata, ci sono in totale 13 milioni di gamers con un’età che va dai sei anni fino ai sessantaquattro anni.
Accanto al mondo dei videogiochi stanno crescendo anche negozi di franchising dedicati ai giochi educativi, ai giochi in legno e alle attività creative per bambini. Si tratta di un settore sempre più richiesto da famiglie e scuole, grazie all’attenzione verso prodotti sostenibili e orientati allo sviluppo delle capacità cognitive e manuali.
Questi format propongono spesso puzzle, giochi Montessori, kit artistici e materiali didattici, offrendo un’alternativa al gioco digitale e ampliando il target del punto vendita. Inoltre, molti franchisor supportano gli affiliati con selezione prodotti, formazione e allestimenti pensati per creare un’esperienza di acquisto coinvolgente.
Integrare una proposta educativa di questo tipo può aiutare a diversificare l’offerta e ad attrarre nuovi clienti, soprattutto famiglie con bambini, aumentando così le opportunità di vendita e la fidelizzazione.
Entrare nel settore dei videogiochi oggi è conveniente. Fino a venti anni fa il modello di business base, su cui si poteva entrare, la gestione di una saletta giochi.
Prima della diffusione su larga scala delle console le salette erano un punto di ritrovo per tanti giovani e ospitando storici videogame in concessione, riuscivano a realizzare discreti guadagni.
Quando sono arrivate le prime console e i primi personal computer (Atari, Commodore 64, Sega Mega Drive e Master System, Super Nintendo) questo fenomeno economico è andato scemando, ma sono diventati protagonisti gli store dedicati al settore.
Oggi è possibile aprire un negozio di videogiochi con la formula del franchising, che si contraddistingue per la sua eccezionale flessibilità.
Il franchising vede due parti indipendenti tra loro, che si mettono d’accordo per aprire un punto vendita legato a un marchio o una particolare prodotto, sfruttando al meglio la collaborazione.
Aprire un negozio di videogiochi in franchising permette di avviare in poco tempo la propria attività, con una selezione di titoli e games tra i più richiesti, con gli arredi e sotto un marchio già conosciuto. Ma quanto costa e quanto si può guadagnare da un negozio di videogiochi in franchising? Scopriamolo!
Aprire un negozio di videogiochi da soli potrebbe essere un po’ più complesso e costoso. Infatti, in questo caso, bisogna non solo trovare un locale, arredarlo, e seguire tutte le pratiche burocratiche per l’avvio della propria attività, ma è necessario anche prendere accordi con i vari produttori e rivenditori di videogames, consolle e anche di accessori e gadget legati al mondo dei videogiochi.
Nello specifico tra i costi da considerare in modo dettagliato ci sono:
Date queste necessità i costi possono essere elevati e arrivare anche oltre i 40 mila euro.
Aprire in franchising, invece, prevede dei costi inferiori per l’accesso al mercato e anche per l’avvio dell’attività.
Infatti, il franchising permette agli affiliati di ottenere in cambio del pagamento di una fee d’ingresso, che può andare dai 5 mila ai 20 mila euro circa, formazione, uso del marchio, arredi e soprattutto i giochi, le consolle e il merchandising da poter vendere nel negozio, con un acquisto iniziale a prezzi vantaggiosi grazie agli accordi che il marchio fa con i rivenditori di questi prodotti.
In molti si chiedono: quanto si può guadagnare aprendo un negozio di videogiochi? Però non è così semplice capire i guadagni complessivi di ogni singola attività, soprattutto quelle che hanno aperto da poco tempo. Nonostante ciò, possiamo dire che si tratta di un mercato in salute e in crescita, che offre ottimi margini di profitto e anche adeguate possibilità di guadagno.
Franchising nel settore videogame: vantaggi
Il franchising comporta che le due parti rimangano indipendenti tra loro, ma lavorino “insieme” per assicurarsi un aumento del giro d’affari. Il proprietario del brand ne concede l’uso, insieme all’insegna e altri segni distintivi, in cambio del pagamento di un costo d’entrata, il cui valore dipende dal settore o dalla zona geografica (nonché dall’appetibilità del marchio).
Per il franchisor, cioè il proprietario del marchio, i vantaggi consistono nel fatto che può allargare la propria rete di vendita in zone del territorio nazionale non ancora coperte, facendo leva sull’entusiasmo dei nuovi affiliati.
Questi in genere sono alle prime esperienze, per cui hanno necessità dell’esperienza e delle tecniche di vendita del franchisor. Il know-how aziendale coincide spesso con un mix di conoscenza del prodotto e delle tipologie del servizio.
Chi vuole aprire un’attività nel settore videogame dev’essere esperto della materia, perché deve rispondere a tutte le possibili domande degli acquirenti. Ciò vale tanto per il negozio fisico, quanto per il negozio virtuale. I vantaggi per il franchisee, l’affiliato, risiedono appunto nel fatto che può avvantaggiarsi dell’esperienza del franchisor e della notorietà del marchio. Inoltre, entra in una rete di vendita che si sta sviluppando e ciò facilita l’acquisizione dei clienti.
Quando si apre una nuova attività nel settore dei videogiochi o delle sale giochi, non è facile all’inizio farsi clienti. Un marchio conosciuto facilita le vendite grazie alla pubblicità sui media tradizionali e in quelli digitali. Di norma l’apertura di un nuovo punto vendita viene preceduta da una campagna pubblicitaria, che può essere sbagliata se non si conosce a fondo il proprio consumatore tipo.
Nel caso deli attività in franchising, il franchisor ha già sperimentato formule commerciali vincenti che possono essere replicati in lungo e in largo.
Per chi apre l’attività i costi sono più che dimezzati: nel franchising al massimo si paga il “fee” di ingresso, che assicura la fornitura degli arredi e delle divise, nonché del primo stock di prodotti e di tutto il materiale pubblicitario inerente. Se si procede in modo tradizionale, chiedendo un finanziamento alle banche, i costi potrebbero essere superiori, senza guadagnare alcunché in termini di pubbliche relazioni e portfolio clienti.
Aprire un negozio di videogame è ancora oggi una valida opzione, nonostante la concorrenza di portali online come Steam. Non tutti gli utenti possiedono la carta di credito o sono disposti a mettere a repentaglio la propria privacy, fornendo dati personali che possono essere facilmente trafugati.
Inoltre, non bisogna mai dimenticare la ricaduta positiva del contatto umano: un commerciante può fidelizzare clienti con il customer care, dando un’esperienza di vendita di alto livello, che crea un seguito.
Lo stesso modello si può applicare anche all’e-commerce. Prima di scegliere di aprire un punto vendita di videogame, occorre comunque fare delle analisi di mercato. Fare una ricerca sulla concorrenza locale, identificando gli ingredienti – oltre all’utilizzo del marchio in franchising – da mettere in gioco per avere successo. Bisogna fare una lista dei videogiochi che vendono, delle tendenze, dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio, leggere riviste del settore e siti internet di recensioni, cercando di intuire cosa bolle in pentola.
Quando si sceglie il franchising bisogna fare attenzione alla credibilità del marchio e alla sua espansione: se si vuole godere dei benefici della pubblicità a livello nazionale sarà meglio virare su catene di vendita già affermate, tenendo conto del fatto che il fee iniziale potrebbe essere superiore. La posizione del negozio può influire molto sulla capacità di vendita.
Oggi i grandi centri commerciali sono una miniera commerciale, non è un caso che alcuni marchi richiedano dei valori demografici e un’esposizione superiore alla media (dipende dalla rinomanza del marchio). I principali acquirenti di videogame sono i giovani che vanno dai 12 ai 40 anni.
Una buona fetta di questo pubblico ha una capacità di spesa limitata, che dipende dai genitori; pertanto, la posizione ideale del negozio è quella che attira le famiglie (proprio come i centri commerciali
Guarda le nostre proposte franchising videogiochi e videogames. I marchi presenti in questa sezione sono alla ricerca di imprenditori disposti ad investire per aprire un’attività nel settore dei videogiochi e dei videogames.
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