Scopri l’opportunità di aprire la tua attività come franchising yogurteria, gelateria e/o bar con numerosi brand di successo.
Scegliere un franchising gelateria o un franchising yogurteria oppure caffetteria permette di aprire un’attività che nel tempo può essere molto redditizia e in grado di attrarre una fascia di pubblico molto ampia.
In Italia, il franchising attualmente in generale rappresenta il 2% del PIL Italiano, e tra i settori che sono maggiormente in crescita ci sono le gelaterie, le yogurterie e caffetterie. Aprire un’attività in franchising in questi settori permette di accedere a un mercato in crescita che può dare diverse soddisfazioni economiche.
Per entrare nel settore delle gelaterie e yogurterie è possibile valutare principalmente 4 opzioni:

Aprire una gelateria in franchising è sicuramente una buona idea, infatti, i dati di questo settore sono davvero molto incoraggianti. Le gelaterie nel 2023 hanno raggiunto i 3 miliardi di fatturato con una crescita complessiva del settore pari all’11%, con un totale di 39 mila punti vendita che attualmente operano nel nostro paese.
Per aprire una yogurteria o gelateria in franchising prevede un iter burocratico similare che inizia con l’apertura di una società o ditta individuale con relativa Partita IVA e corretto Codice ATECO.
Una volta che si è configurata la propria attività e si ha una sede legale bisogna avere e trovare anche una sede fisica, ossia un posto nel quale poter condurre la propria attività in franchising.
La scelta del locale e la sua posizione sono molto importanti per potersi garantire un buon afflusso di clientela e per riuscire a diventare un punto di riferimento con la propria yogurteria o gelateria.
Trovato il locale e valutato l’eventuale numero di dipendenti necessari alla propria attività bisogna procedere all’apertura delle posizioni INPS e INAIL per sé e il proprio team.
Infine, bisogna ottenere le autorizzazioni per operare nel settore del commercio quale: SCIA dal Comune, il permesso dell’ASL di riferimento, il corso SAB per la somministrazione degli alimenti. Una volta ottenuti tutti i permessi si potrà aprire la propria attività che sia da soli o in franchising.
I guadagni sono difficili da determinare, qualunque sia l’attività in questione. In generale, i guadagni di un franchising gelateria possono essere molto elevati soprattutto se ci si trova in una posizione ottimale e con un ampio flusso di persone. In media, l’Istat ha rivelato che nel 2023 le famiglie italiane spendono circa 67,20 euro all’anno per il gelato.
Una cifra che se si considera l’elevato numero di persone che vivono nelle città e nei paesi, alla quale poi si aggiunge anche il flusso turistico, fa ben sperare nei guadagni futuri. In media, comunque una gelateria o yogurteria può guadagnare un minimo di 3000 euro netti al mese, arrivando a cifre molto più elevate nel corso del tempo.
Quanto costa aprire un franchising gelateria o yogurteria? I costi per una gelateria in franchising vanno dai 5000 fino ai 30 mila euro, a seconda della tipologia di attività e al marchio al quale ci si affida.
Invece, per quanto riguarda le yogurterie si parte dai 1000 euro e si può arrivare a circa 15 mila euro. Se si sceglie invece di aprire da soli, per le gelaterie ci vuole un minimo tra i 15 mila e i 70 mila euro. Per le yogurterie un minimo tra i 10 mila e i 20 mila euro circa.
Il franchising yogurteria rappresenta un’ulteriore possibilità di diventare imprenditori e di ottenere il giusto successo nel corso della conduzione della propria attività.
Ad oggi il mercato della vendita dello yogurt si sta espandendo sempre di più e in un anno ne sono stati venduti oltre 351 milioni di kg. Guardando al mercato globale il valore complessivo delle vendite di prodotti a base di yogurt ha portato a guadagni pari a circa 106 miliardi di dollari per tutto il 2023. Nei prossimi sei anni si prevede un ulteriore crescita che porterà il mercato a un giro d’affari di ben 136 miliardi di dollari circa.
I dati dimostrano come lo yogurt sia un prodotto amato a livello globale, per questo investire nell’apertura di una yogurteria in franchising può essere la soluzione migliore per chi vuole proporre un prodotto innovativo e distinguersi sul mercato.
Per aprire una yogurteria in franchising il percorso burocratico è similare a quello delle gelaterie. Infatti, anche in questo caso è necessario aprire una partita IVA, una società o ditta individuale, richiedere i permessi quali la SCIA e l’autorizzazione ASL prima di procedere all’apertura.
Oltre a ciò, non si devono avere particolari requisiti se non un forte desiderio di operare nel settore e un’abilità affine al commercio e all’imprenditoria. Per accedere al franchising, naturalmente (come per aprire un’attività in proprio) sarà necessario anche avere una minima capacità economica.
I costi d’accesso al franchising yogurterie possono andare da un investimento minimo di 10 mila euro fino a circa 25-30 mila euro a seconda del marchio al quale ci si affida.
In media per quanto riguarda i ricavi invece, non si possono fare stime precise, possiamo però dire che è possibile guadagnare di anno in anno delle somme crescenti. Si può guadagnare una somma mensile iniziale anche di 2 mila euro circa netti per poi riuscire ad aumentare i propri ricavi aumentando il flusso di clientela.
Infine, tra i settori da considerare ottimali c’è quello del franchising caffetteria e bar. Attualmente in Italia i bar rappresentano il 39,8% delle imprese della ristorazione, e circa il 12,6% delle attività è guidato da imprenditori con un’età al di sotto dei 35 anni.
Guardando invece al fatturato medio, questo si aggira intorno ai 465 mila euro all’anno al netto delle spese. Questi sono dati incoraggianti che permettono di comprendere come l’avvio di un bar o una caffetteria in franchising possa essere profittevole.
L’apertura di un bar in franchising a differenza delle yogurterie o gelaterie richiede però un percorso burocratico un po’ più lungo.
Infatti, per avviare un bar oltre a seguire il percorso burocratico tradizionale che richiede la P.IVA, l’Iscrizione alla Camera di Commercio, le registrazioni delle posizioni INPS e INAIL, ma non solo.
Bisogna ottenere l’autorizzazione dell’ASL, ma c’è bisogno anche della certificazione SAB e del permesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la vendita delle bevande alcoliche.
Solo se si hanno tutte le certificazioni in regola è possibile aprire un’attività di caffetteria e bar in franchising.
Per quanto riguarda i costi dell’avvio di un’attività con il supporto di un marchio conosciuto, bisogna considerare che in media si richiedono tra i 10 mila e i 40 mila euro a seconda sia del marchio al quale ci si affilia sia dei servizi che si vogliono offrire.
Come abbiamo visto il fatturato medio delle caffetterie e bar italiani è di ben 465 mila euro l’anno, questa cifra permette di comprendere quanto questa attività sia profittevole e come si possano guadagnare al netto delle spese anche una media di 4 mila euro l’anno.
Il franchising deve il suo successo alla formula particolarmente attraente che lega le due parti intorno a un contratto nel quale esse mantengono l’autonomia commerciale necessaria al buon andamento degli affari.
Come dice il Codice civile, il franchising regola la posizione del franchisor e del franchisee attraverso un’obbligazione nella quale le due parti si danno rispettivo appoggio per raggiungere gli scopi: iniziare un’attività economica da zero, allargare un network di vendita, sfruttare la notorietà del marchio, imporsi sulla concorrenza in senso geografico.
L’affiliato entra a far parte di una catena di negozi in franchising o di attività commerciali aperte al pubblico, come nel caso della gelateria, yogurteria o caffetteria godendo della disponibilità del marchio che può esibire nell’insegna, nelle divise, nel materiale pubblicitario.
Se il marchio è conosciuto ci sarà un beneficio immediato: la creazione del portafoglio clienti sarà più veloce grazie alla notorietà e alle campagne pubblicitarie a livello regionale o nazionale, promosse dal franchisor che detiene il marchio.
Non essendo vincolato ad alcun patto che non sia il franchising stesso, l’affiliato può uscire dal contratto una volta cessati i termini e persino passare alla concorrenza, se ritiene che quel marchio non abbia condotto a buoni risultati di vendita.
Il franchisor ha solo da guadagnare dal contratto: allarga la sua linea di vendita in una zona geografica non coperta; aiutando la controparte trasferisce ad essa delle conoscenze fondamentali da utilizzare al momento di iniziare l’attività.
Beneficerà di riflesso dell’entusiasmo di chi ha appena aperto un’attività senza dover ricorrere a una formazione troppo dispendiosa.
Grazie alla fee di ingresso egli cederà al franchisee arredi, divise e materiale di vendita, oltre ai diritti temporanei per l’utilizzo del marchio. Questo fee (canone di ingresso) può essere utilizzato per finanziare l’espansione del marchio, oppure mettere in atto una campagna pubblicitaria su mezzi ad ampio spettro come la televisione, dando un impulso a tutta la catena di gelaterie.
I vantaggi diretti del franchising nel caso dell’apertura di una gelateria, bar o yogurteria sono evidenti:
Aprire un franchising yogurt, gelati e bar richiede un budget di partenza e una passione per il settore.
Ti lasceremo riflettere sul perché convenga aprire un franchising yogurt, gelati e bar:
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