Aprire un fast food in franchising: quali sono le chiavi del successo?

Aprire un fast food in franchising

Molto spesso chi vuole investire il proprio denaro in un’attività di ristorazione anziché inventarsene una, si rivolge ad un marchio già presente ed affermato sul mercato, che più lo rappresenta e in qualche modo offre maggiore garanzia di successo per diversi motivi.

Aprire un fast food in franchising, o comunque un ristorante, comporta la conoscenza acquisita ed approfondita di una mole notevole di informazioni. In buona sostanza è proprio questo uno dei vantaggi importanti di rivolgersi ad un marchio che ha un’organizzazione tale da guidare l’investitore in un processo burocratico, amministrativo e di formazione che accorciano i tempi ed evitano problemi vari.

Ciò nonostante non è garanzia di successo la scelta anche del migliore marchio al mondo, poiché occorre misurarsi direttamente con una serie di variabili molto importanti.

Per avere successo aprendo un locale in franchising, bisogna tener conto che per raggiungere un livello di fatturato ottimale, occorrerà offrire un livello di esperienza in grado di soddisfare la clientela e mantenerla nel tempo.

Prima di tutto viene la location

La prima chiave di successo nell’aprire un fast food in franchising è riuscire ad avere una location adeguata e valutata in base a diversi criteri.

La prima caratteristica consiste nel numero di passaggi. Ci sono diversi modi per calcolare quante persone passano da un determinato negozio, anche prima che questo abbia aperto. Il primo consiste nel contare fisicamente le persone, che negli orari del pranzo e della cena, passano dal locale potenziale.

Il numero di passaggi ci fa capire qual è il potenziale fatturato, moltiplicandolo per lo scontrino medio atteso da quel tipo di ristorante. Questo dato è spesso usato proprio per la ristorazione veloce in quanto una parte della clientela si basa sull’impulso, soprattutto quando questa è nel centro cittadino, dove la componente shopping occasionale, fornisce un buon bacino di utenza. Ovviamente non ci aspettiamo che tutti coloro che passano davanti al locale entrino, ma solo una percentuale che si può determinare con un altro tipo di valutazione che vedremo più avanti.

Se la location si trova invece in una area con tipica destinazione commerciale, come può essere un centro commerciale o un outlet, bisogna analizzare concretamente più fattori. Innanzitutto i dati di afflusso sono noti e se non vengono forniti, basta chiederli al franchisor, oppure alla struttura commerciale stessa. Quante persone entrano oppure sono attese giornalmente nell’area commerciale? Questo da solo però non è sufficiente poiché bisogna conoscere le entrate per fascia oraria, e la concorrenza, come vedremo di seguito.

Capire la concorrenza è utile per prevedere il giro d’affari

I dati di flusso vanno raffinati con i dati relativi alla concorrenza. Le attività ristorative già presenti nel centro commerciale, già soddisfano la domanda. L’interrogativo da porsi è quanti clienti la frequentano? Continua a leggere per capire un sistema molto semplice e sicuro per avere questo dato.

Anche per le location di città l’elemento concorrenza gioca un forte contributo e il loro andamento aiuta a capire qual è il bacino di utenza potenziale che la nostra futura location potrebbe avere.

Per eseguire una valutazione maggiormente approssimata al reale occorrerà fare delle visite durante la settimana, negli orari di fine punta come possono essere le 14:00 per il pranzo e le 22:00 per la cena.

Il metodo per comprendere quante persone hanno effettivamente consumato, consiste nel procurarsi uno scontrino all’orario indicato sopra. Basta fare una consumazione per avere il dettaglio del numero di scontrini fiscali battuti fino a quel momento, che si trova stampato in basso. Ovviamente si può essere ancor più precisi eliminando il servizio delle colazioni, se non fanno parte dell’offerta del fast food che intendiamo aprire. Possono esserci più casse aperte ed allora si dovrà prelevare lo scontrino fiscale da ogni cassa, e via dicendo.

In questo modo si costruisce una tabella che ci da una visione completa dei consumatori effettivi attesi nell’area.

Per valutare quelli che saranno i nostri clienti, occorre mettere in relazione la percentuale di ogni singola attività ristorativa con il numero di persone presenti nell’area commerciale. L’incidenza per singolo ristorante, ci da modo di capire anche la nostra incidenza futura, e così avere un dato ben approssimato di fatturato.

Se si è fortunati, questo genere di valutazioni sono già rese disponibili dal franchisor, che il più delle volte offre, nei suoi servizi, anche la valutazione della location, e la correlata stima di fatturato.

Altre importanti valutazioni per iniziare col piede giusto

Aprire un fast food significa comunque aprire un ristorante, gran parte dell’utenza deriva da persone che intendono pranzare o cenare e si trovano proprio li vicino.

Questa considerazione è molto importante poiché da modo di comprendere, quali siano i clienti da servire e in quali fasce orarie.

È importante comprendere da dove arriva il bacino di utenza, per avere un dato ancora più dettagliato e quindi un’idea di fatturato potenziale.

Le voci principali da conoscere riguardano i generatori di traffico.

Classicamente sono:

  • In un centro commerciale, il grande magazzino che viene frequentato per fare la spesa;
  • Il numero di uffici ed il numero di lavoratori;
  • Altri grandi magazzini importanti dello sport, bricolage ecc..
  • Cinema e teatri o luoghi di divertimento e di aggregazione;
  • Scuole e Università;

Altri punti in cui si reca un considerevole numero di persone, come un ufficio postale importante, un centro amministrativo ecc..
Da questi posti arriveranno i clienti. In particolare il numero di uffici attorno alla location ospita un numero di dipendenti che rappresentano una grande fetta della domanda di pranzo.

Il franchisor conosce queste caratteristiche e sarà in grado di fornire una serie di dati utili a sviluppare ciò che più vi interessa: il fatturato potenziale.

L’ottimismo va bene ma senza esagerare

Molto spesso chi vuole aprire un’attività in franchising, destinata alla ristorazione, commette un errore grossolano nel voler adeguare una propria location alla situazione che gli si prospetta. La location giusta è una parte essenziale del business e va valutata attentamente.

Gran parte della clientela è già presente nel circondario di un fast food normalmente. Questo però, da solo, non ha la capacità di richiamare a se un gran numero di clienti da altre zone, bisogna tenerne conto.

La location, è il primo fattore che bisogna valutare e come si è visto è quello su cui verte gran parte delle speranze di successo. Ma ciò non è sufficiente.

Nel considerare la bontà dell’idea di un fast food in franchising, occorre fare i conti con ciò che ci aspetta lavorandoci giorno per giorno. Notoriamente la ristorazione è considerata labour intensive, che significa che bisogna dedicarci molto tempo.

E’ un lavoro molto impegnativo poiché il suo nastro orario è lungo e si divide tra attività di preparazione, che si svolgono alla mattina ed al pomeriggio, e delle fasi di vendita che avvengono in brevissimo tempo.

Soprattutto nel fast food la determinante tempo è una chiave di successo poiché lo scontrino medio non è elevato. Da ciò deriva che si avrà bisogno di servire il maggior numero di clienti possibili in poco tempo. L’addestramento operativo è una componente essenziale per raggiungere quei livelli di organizzazione in grado di generare la velocità che serve ad arrivare ad effettuare un numero di vendite adeguato.

L’impegno quindi è importante e il coinvolgimento dei familiari, nell’attività può dare un grande contributo per mantenere il controllo dei costi.

Aprire un fast food in franchising è buona idea normalmente, poiché ha delle basi di successo dichiarate e riscontrabili, ma ciò non è tutto, come abbiamo visto.

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