Come diventare franchisee 5 consigli utili

5 consigli per diventare franchisee

Nel momento in cui una persona assume la decisione di avviare un’attività in proprio scegliendo il franchising, è tenuta a prendere in esame vari fattori per evitare di incorrere in errori che potrebbero precludere il successo dell’iniziativa. Dalla valutazione della location ai costi da sostenere, passando per guadagni potenziali e normative da rispettare, nel proseguo verranno fornite le informazioni necessarie per divenire protagonista nel mondo del franchising con consapevolezza.

Quali sono i vantaggi dell’agire come franchisee?

La formula del franchising consente innanzitutto di entrare a far parte di un mercato anche in assenza di esperienza e competenze pregresse. Sarà il franchisor, o affiliante che dir si voglia, a fornire la formazione, sia teorica che pratica.

Avendo alle spalle l’azienda madre, il franchisee può sfruttare a proprio vantaggio il know-how dell’affiliante, e viene affiancato dallo stesso sia durate la fase iniziale che nella gestione ordinaria.

Appoggiandosi a un brand già conosciuto sul mercato, i prodotti e i servizi venduti dal franchisee risultano già ben conosciuti al pubblico, e la notorietà del marchio permetterà di ottenere vendite rilevanti già dai primi mesi.

Oltre a poter impiegare modalità amministrative e gestionali già ampiamente collaudate dall’affiliante, il franchisee ha modo di disbrigare più velocemente le pratiche burocratiche previste.

Ma a spingere sempre più persone a seguire la strada del franchising per aprire un’attività è soprattutto il fatto di essere chiamati a investire una cifra iniziale più contenuta.

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Quale sistema di franchising adottare?

Una decisione molto importante è costituita dalla scelta del sistema di franchising cui accostarsi. Sono 3 le alternative disponibili: franchise di servizi, di retail (quindi di prodotto) o industriale. Una persona abituata a lavorare in orari d’ufficio potrebbe optare per la conduzione di un’attività commerciale o di un negozio che adotti tali orari. Deve però tenere conto che, per sua natura, un franchise di retail comporta l’assunzione di obbligazioni di leasing, la necessità di disporre di personale e la gestione del negozio e dello stock di merci.

Chi ha intenzione di aprire un’attività scegliendo una franchise di servizi difficilmente avrà modo di mantenere i classici orari d’ufficio. Tale possibilità, infatti, è direttamente connessa alla tipologia di servizi proposti. Qualora l’attività sia incentrata su interventi di manutenzione o di pulizia di uffici gli orari non saranno quelli tipici da ufficio. Ma un’impresa di servizi offre in molti casi la possibilità di lavorare comodamente da casa con l’ausilio del PC e di una valida connessione alla Rete. A differenza di quanto avviene per il franchise di prodotto, normalmente non si ha alcuna necessità di disporre di personale e di approntare uno stock di articoli.

La franchise industriale, infine, ha come oggetto l’accordo relativo alla produzione di beni e, nella maggioranza dei casi, la loro commercializzazione. La celebre Coca Cola, ad esempio, ha come franchisee numerosi imbottigliatori che, oltre a imbottigliare la bibita, provvedono alla sua distribuzione nei vari Paesi.

Chi vuole proporsi come franchisee, individuata l’azienda madre e avviato il rapporto, dovrebbe cercare di ottenere dalla stessa il maggior numero di informazioni possibili in merito all’attività da condurre. Il franchisor presenterà all’affiliato delle previsioni sui guadagni potenziali. Queste andranno analizzate per capire se le cifre prospettate possano effettivamente soddisfare le ambizioni e le esigenze personali. Non è raro che i dati forniti risultino eccessivamente ottimisti.

Avvocato, commercialista e franchisee già attivi: perché sono utili?

Visualizzato il contratto, il parere di un avvocato che vanti esperienza in franchising permetterà di capire se quanto proposto sia regolare, e di ottenere validi consigli.

Altrettanto utile è l’opinione di un commercialista, una figura che ha la competenza per analizzare gli aspetti finanziari del rapporto.

Valutare i risultati ottenuti da chi ha provveduto ad aprire in franchising nello steso campo d’attività consentirà di evitare scelte sbagliate, o di replicarne le azioni nel caso in cui si siano dimostrate virtuose.

Scelta della location

Una delle fasi cruciali dell’avvio dell’attività in franchising è certamente la scelta della location. Le zone proposte andrebbero valutate con attenzione e, per ognuna di esse, occorrerebbe stimare la redditività. L’importanza della location è posta in evidenza dal fatto che i costi associati alla ricerca sono tra i più elevati di quello sostenuti all’inizio dell’attività.

► Come trovare il giusto locale nel Franchising

Costi e guadagni

Parlando dell’investimento necessario per cominciare, occorre indicare come sia il franchising a dare indicazioni in proposito. Il capitale andrà a coprire, tra l’altro, i diritti d’entrata, le spese per l’acquisto degli arredi, la prima fornitura e la formazione.

Ma alla cifra indicata dovranno essere aggiunte le somme destinate alla cosiddetta fase di “preapertura”. L’affitto (o l’acquisto) della location, le utenze, le spese per la costituzione dell’eventuale società, il materiale hardware e software, etc… Dopo l’apertura andranno considerati i costi per il personale e le uscite legate alla gestione ordinaria.

Per avere una visione chiara dei possibili guadagni è fondamentale redarre un conto economico e monitorare mese per mese qualunque spesa e ricavo. Occorrerà tenere conto di un orizzonte temporale di almeno 2 o 3 anni per vedere l’attività generare i primi utili. Il franchisee è libero di chiedere al franchisor una stima di incasso nelle fasi iniziali dell’attività.

Normativa italiana sul franchising

Per quanto concerne le normative chiamate a disciplinare il franchising, in Italia è la Legge n. 129/2004 ad occuparsene. Ed è tale legge a indicare con chiarezza cosa si intenda per franchising. In sostanza, l’azienda in possesso del marchio rilascia agli affiliati l’autorizzazione a usufruire del brand aziendale. In cambio, chi opera in qualità di franchisee è tenuto a concedere alla casa madre una “fee” d’ingresso. In alternativa, può essere adottata una forma di collaborazione che preveda una royalty sul fatturato o, ancora, l’obbligo da parte dell’affiliato di rifornire periodicamente il magazzino dell’azienda madre.

L’aspetto più interessante della formula del franchising è la capacità nell’adattarsi a qualunque settore. Oggigiorno è piuttosto comune trovare negozi di abbigliamento, ristoranti, centri estetici, alimentare, agenzie viaggi, scuole,  palestre, persino asili nido e industrie. Valutando le proposte presentate nel nostro portale chiunque potrà avere un’idea chiara degli investimenti disponibili in materia di franchising, scegliendo quella più in linea con gli obiettivi.

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