Crowdfunding: come funziona, i vantaggi e le piattaforme

crowdfunding

Sono le startup, le PMI, le aziende promotrici di progetti innovativi e le reti di franchising, ad adottare la formula del crowdfunding. L’obiettivo è di ottenere le somme necessarie per portare avanti l’attività trovando chi, credendo nel loro progetto, le aiuta a portarlo a compimento. Oltre a definire cosa sia il crowdfunding, nelle prossime righe ne esamineremo le tipologie esistenti, i vantaggi, i rischi, le piattaforme migliori oggi esistenti e il rapporto con il franchising.

Cosa si intende per crowdfunding?

Il crowdfunding rappresenta una particolare forma di microfinanziamento “collaborativo”. Si basa, infatti, sulla raccolta di piccole somme di denaro provenienti da un gruppo più o meno grande di persone interessate a quello che ha da offrire la realtà promotrice di un progetto.

Non è raro che un’azienda ricorra al crowdfunding in forma di preordini, investimenti di piccole cifre e donazioni, per avere un’idea di quella che potrebbe essere la domanda di mercato prima che un progetto (in particolare un nuovo articolo) entri nella fase di produzione.

A farne uso, infine, sono coloro che, agendo in una nicchia di mercato, faticherebbero a ottenere fondi da banche o società di investimento.

Il crowdfunding in Italia

Prima di proseguire è doveroso ricordare come, fino a qualche anno fa, iniziative con caratteristiche simili al crowdfunding non erano minimamente prese in considerazione. Anzi, sino al 2018, questi tipi di finanziamenti venivano vietati in Italia. E stata la Consob a eliminare tale restrizione, permettendo al crowdfunding di fare la propria comparsa nell’economia organizzata.

Come funziona il crowdfunding?

Il progetto o l’idea vengono innanzitutto inseriti in una delle piattaforme (vedremo in seguito le più popolari) specializzate in tale ambito. Chi la presenta dovrà anche stabilire un budget target da raggiungere attraverso la raccolta fondi. Le persone che partecipano vengono ricompensate in diversi modi a seconda delle cifre investite. Sono previsti, infatti, una serie di livelli: i “Tier”, in gergo tecnico.

Le ricompense più comuni sono la possibilità di inoltrare preordini, sconti anticipati, prodotti omaggio e quote societarie.

Qualora il progetto non dovesse raggiungere la quota minima stabilita inizialmente, i soldi verranno restituiti ai finanziatori.

Le tipologie esistenti

Tra le forme è possibile citare:

  • Il reward crowdfunding
  • L’equity crowdfunding
  • Il lending crowdfunding
  • Il donation crowdfunding

Ognuna presenta caratteristiche specifiche, e adotta modalità differenti di ricompensa.

Il “Reward crowdfunding” viene normalmente impiegato al cospetto progetti di natura artistica o culturale. Un esempio perfetto è costituito dalla pubblicazione di un disco. In questo caso, la ricompensa non ha natura monetaria, in quanto prevede l’accesso a contenuti esclusivi o, in alternativa, l’invio del prodotto oggetto della raccolta di fondi.

Sono startup innovative e PMI a ricorrere a quello che è divenuto noto come “Equity crowdfunding“. La ricompensa prevista? Quote societarie o quote di partecipazione agli utili.

Il “Lending crowdfunding“, conosciuto anche come P2P, prevede il prestito tra privati di somme di denaro attraverso una piattaforma. La somma prestata verrà restituita maggiorata degli interessi.

Il “Donation crowdfunding“, infine, come anticipa perfettamente il suo nome, non dà luogo ad alcuna ricompensa, proprio come accade per le vere donazioni. A utilizzarlo sono soprattutto imprese sociali o realtà che cercano supporto per progetti umanitari.

I principali vantaggi del crowdfunding

In cima alla lista dei vantaggi si erge la possibilità di accedere ai finanziamenti senza dover accorrere ai metodi “tradizionali”. Vantaggioso è anche il fatto che il crowdfunding è a disposizione sia di piccole realtà che di multinazionali.

Se le barriere burocratiche sono certamente meno “granitiche” di quelle previste per i comuni finanziamenti, apprezzabile è la capacità di tale strumento di coinvolgere la comunità. Quest’ultima si sente partecipe della promozione del progetto anche attraverso l’invio di feedback.

A distinguere il crowdfunding da altre tipologie di raccolta fondi è il riuscire a riscuotere l’attenzione dei media. E questo si riflette in una maggior velocità nel raggiungere il budget preventivato. La piattaforma scelta finisce per agire come cassa di risonanza.

Come visto poco fa, sono 4 le forme più note di finanziamento offerte dal crowdfunding. Ciò consente a ogni realtà di scegliere la strada più in linea con le esigenze personali.

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Quali sono i rischi?

Il maggior rischio è di attendere giorni, o settimane, perché la soglia minima sia raggiunta, non riuscendo poi a centrare l’obiettivo. Può anche accadere che svelare un’idea sulle piattaforme porti qualcuno a copiarla nel caso diventi virale. Pertanto, meglio informarsi preventivamente su come tutelarsi a livello legislativo e fornire protezione alla proprietà intellettuale.

Le migliori piattaforme di crowdfunding

Ciascun sito dedito al crowdfunding si differenzia come caratteristiche base, tariffe e bacini di utenza. Ma l’obiettivo resta uguale: consentire a chi lo adotta di raccogliere fondi entro una certa scadenza.

Crowdfundme

Questa piattaforma è riuscita a raccogliere quasi 65 milioni di euro di investimenti avviando circa 580 progetti.

OpStart

Si tratta di una piattaforma tutta italiana che accoglie progetti di Equity crowdfunding.

Kick starter

Con ogni probabilità rappresenta la piattaforma più celebre, tanto che il suo nome per molti è divenuto sinonimo proprio di crowdfunding. Comparsa nell’ormai lontano 2009 ha finanziato tantissimi progetti, più di 240.000, per una cifra complessiva di fondi raccolti pari a 7,6 miliardi di dollari. Si è specializzata in Reward crowdfunding.

Altre piattaforme di comprovata fiducia sono Mamacrowd, Fundable, WeAreStarting, Indiegogo, Eppela e Ulule.

Rapporto tra Crowdfunding e franchising

Oggigiorno il crowdfunding ha preso piede anche nell’ambito del franchising. Costituisce anche in tale campo una valida alternativa per ottenere finanziamenti. A farne uso, non a caso, sono sia le startup che le reti già ben formate. Grazie al crowdfunding il franchising può fare fronte a due delle sue criticità: la difficoltà nel reperire liquidità nelle fasi iniziali e la velocità in cui si riesce a rendere fruibile il denaro raccolto.

Concludendo, è opportuno ribadire come il crowdfunding sia visto come un’opzione più a portata di mano rispetto ai prestiti concessi dagli istituti bancari o da società di investimento. Perché la raccolta abbia successo è però importante dar luogo a una campagna promozionale che richiami l’attenzione dei potenziali finanziatori. Fondamentale è anche riuscire a trasmettere il valore del progetto presentato.

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