Franchising Assistenza Anziani: normativa e brand in crescita nel 2026

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Nel 2026 il franchising assistenza anziani si muove in uno scenario in forte tensione: da un lato la crescente richiesta di servizi domiciliari professionali, dall’altro una rete pubblica che fatica a tenere il passo.

L’Italia ha una popolazione sempre più anziana e una capacità di risposta istituzionale che non riesce a rispondere in modo adeguato alla domanda di assistenza richiesta da parte di assistiti e caregiver.

Secondo l’ultimo Rapporto annuale 2026 dell’ISTAT l’età media nazionale è di 47,1 anni con un 25,1% dei residenti nel nostro paese che ha già superato i 65 anni.

A tutto ciò si aggiunge anche un problema a livello di malattie croniche e di assistenza dei malati.

Secondo l’ISTAT, il 22,8% della popolazione che vive in famiglia, pari a 12,8 milioni di persone, convive con forme di multimorbilità, cioè con almeno due patologie croniche.

Il rapporto sottolinea anche come il peso dell’assistenza coinvolga le famiglie, con oltre 4 milioni di persone impegnate nel lavoro di cura verso anziani e non autosufficienti che hanno bisogno di supporto da parte di professionisti e caregiver.

Un passaggio demografico che impone risposte immediate, concrete e capillari. E il franchising, in questo settore, è una delle strade più solide per strutturare un’offerta efficace, replicabile e di qualità.

La risposta delle famiglie italiane, in assenza di strutture pubbliche sufficienti, è affidarsi a realtà che garantiscano professionalità, continuità, e presenza sul territorio.

Non è un caso che il comparto dell’assistenza privata stia così registrando una crescita costante dovuta anche all’aumento delle persone che hanno bisogno di supporto professionale, e ad un incremento delle rette richieste dalle strutture, che come riportato dal Rapporto del Cergas Bocconi sono arrivate a circa 3 mila euro al mese.

Novità 2026 e normative aggiornate

Nel 2026 si segnalano alcuni adeguamenti normativi significativi, soprattutto legati alla semplificazione burocratica per l’avvio delle attività e all’adeguamento delle strutture alle normative di sicurezza e agibilità.

Ogni impresa del settore è ora chiamata a dimostrare maggiore attenzione alla conformità degli ambienti: barriere architettoniche, accessi, servizi igienici e impianti devono essere non solo funzionali, ma pensati intorno alla fragilità dell’utente.

I regolamenti per l’avvio di un’attività sono regionali, per questo motivo, bisogna informarsi attraverso l’ASL di riferimento per riuscire a rispettare appieno tutte le norme applicabili in ambito sanitario per l’apertura del locale da dove si opererà.

L’iter per aprire un centro o un’agenzia in franchising resta invece sostanzialmente invariato: apertura della partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio, posizioni Inps e Inail regolarizzate e presentazione della SCIA al Comune.

Infine, l’attenzione al personale si fa sempre più centrale, bisogna infatti assumere OSS o infermieri che siano correttamente formati. Gli OSS devono aver completato il percorso di due anni per diventare operatore sociosanitario. Invece per quanto riguarda gli infermieri questi devono aver conseguito la laurea triennale.

Per riuscire a svolgere quest’attività è richiesto infatti, un team formato, stabile, in grado di garantire continuità nel rapporto con gli anziani. Per i servizi di colf e badanti, comunque non c’è bisogno di avere OSS o infermieri nel proprio gruppo, ma basta assumere persone competenti e con forti doti emotive.

Le attività di assistenza, infatti, hanno anche una forte valenza relazionale, e i cambi di operatore possono incidere sulla qualità percepita del servizio.

I marchi in espansione nel 2026

In questo scenario, alcune attività in franchising si distinguono per tasso di espansione, riconoscibilità del marchio e sostenibilità economica dell’investimento. Vediamo insieme una lista dei principali marchi in franchising assistenza agli anziani nel 2026.

perLoro

Un progetto che coniuga etica e business, che offre la possibilità di costruire un servizio di assistenza domiciliare strutturato, con attenzione alla formazione continua degli operatori e al benessere delle famiglie. Propone un modello replicabile, adatto a contesti urbani e di provincia, con forte vocazione alla prossimità.

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Famiglia Riunita

Si presenta come agenzia multiservizi, che ti permette di aprire un’attività di assistenza agli anziani, anche se sarà necessario assumere personale qualificato disponibile 24 ore su 24. Infatti, il punto forte di questa attività sarà avere un team con infermieri, OSS e badanti, selezionati con attenzione. Il brand punta su un investimento iniziale contenuto e su un supporto costante agli affiliati, anche dopo l’apertura.

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Assistenza Viva

È una delle realtà più snelle, pensata per chi vuole iniziare con un capitale ridotto. Si rivolge in particolare alle province e ai centri medio-piccoli, dove la presenza di strutture pubbliche è spesso assente. Interessante anche la struttura tariffaria flessibile da poter proporre ai clienti finali.

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Hamamelis

Unisce servizi assistenziali e consulenza fiscale e previdenziale, grazie all’integrazione con Caf e Patronato. Questo approccio multiservizi è particolarmente apprezzato e perfetto per chi vuole aprire un centro che sia un punto di riferimento unico per le esigenze dell’anziano e della sua famiglia.

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Santa Rosa Assistenza

Specializzata nella ricerca e selezione di badanti, questa si posiziona come servizio di intermediazione professionale, con una piattaforma digitale di matching e consulenza amministrativa per le famiglie. Perfetta se non vuoi l’onere complesso di un’agenzia di assistenza domiciliare. Ideale per chi cerca di investire in una struttura agile che richieda un investimento iniziale molto contenuto.

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Adiura

Offre ben otto formule di affiliazione differenti, pensate per rispondere a diverse disponibilità economiche e capacità imprenditoriali. Una soluzione flessibile, adatta anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo del franchising. Con questo marchio potrai avviare un’attività che si occupa di assistenza sanitaria integrata.

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Progetto Assistenza

Si distingue per il supporto a 360 gradi fornito all’affiliato: consulenza normativa, formazione, aiuto nella selezione del personale, comunicazione. Punta molto sull’efficienza organizzativa e propone anche forme di finanziamento agevolato per l’apertura e l’affiliazione in franchising.

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Assixto

Un marchio attivo dal 2008, che ha costruito la sua reputazione sulla qualità del servizio e sulla stabilità della rete. Propone un modello replicabile e solido, con investimenti accessibili e una community di affiliati in crescita costante.

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PrivatAssistenza

Il nome più conosciuto nel settore, grazie a una rete nazionale ampia e consolidata, propone un modello di affiliazione robusto, con formazione centralizzata, software gestionale e supporto marketing incluso. Il punto di forza è il marchio, noto a livello nazionale, che aiuta a conquistare fiducia immediata nel pubblico di riferimento.

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Uno scenario in crescita in cui investire in franchising

Chi sceglie oggi di investire in un franchising di assistenza agli anziani si trova in una posizione favorevole: la domanda è in crescita, la concorrenza pubblica è debole, e il bisogno di qualità è reale.

Nel 2026 la spesa delle famiglie italiane per colf e badanti ha raggiunto i 13,4 miliardi di euro secondo l’Osservatorio Domina, importo che comprende salari, contributi e spese accessorie. La traiettoria demografica ne garantisce l’espansione anche a prescindere dal ciclo economico, perché gli over 65 hanno raggiunto il 25,1% dei residenti e 12,8 milioni di persone convivono con almeno due patologie croniche.

La debolezza dell’offerta pubblica viene quantificata dal Rapporto Istat 2026, che rivela come la spesa socioassistenziale dei Comuni si fermi a 76 euro per abitante nel Mezzogiorno contro i 177 euro del Nord-est, e come il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, pur salito a 136,7 miliardi, non segua da vicino il bisogno effettivo.

Il vuoto viene riempito dalle famiglie, e dai professionisti operativi a domicilio e nelle RSA.

Il collo di bottiglia del settore riguarda però la disponibilità di personale, e chi apre un’attività in questo comparto dovrebbe metterlo in cima alla lista delle proprie preoccupazioni.

Le stime elaborate da Idos per Assindatcolf indicano che il fabbisogno familiare coperto da colf e badanti arriverà a 2 milioni e 211mila lavoratori, con un incremento di quasi 122mila persone nel triennio 2027-2029, di cui soltanto 7.440 italiani.

Il comparto convive anche con un tasso di informalità che tocca il 48,8% e coinvolge oltre 3,3 milioni di persone. Una famiglia che cerca assistenza per un genitore si confronta con un mercato in cui la rete in franchising offre una sicurezza con inquadramento regolare, sostituzioni coperte in caso di assenza, responsabilità identificabile in capo a un soggetto giuridico.

Tuttavia, non si tratta di un settore semplice: servono empatia, organizzazione, conformità normativa, e soprattutto un forte senso di responsabilità.

Le famiglie che cercano aiuto per i propri cari non vogliono solo un servizio: cercano fiducia, stabilità, presenza.

Per questo i marchi in franchising funzionano perché hanno già costruito una buona reputazione, relazioni con i territori e danno garanzia di trasparenza e buona operatività.

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