I franchising italiani nei mercati internazionali

franchising internazionale

È il sogno di molti franchisor quello di espandere la propria azienda all’estero, ma come spesso accade , tra il dire ed il fare….c’è di mezzo tanto mare.

Innanzitutto affinché un brand Italiano in franchising sia appetibile all’estero , è necessario che abbia una storia di molti anni di successi in Italia. È abbastanza difficile che un franchising Italiano, nato 2-3 anni fa, con 7-8 affiliati in essere , abbia la possibilità di sbarcare all’estero.

Le tante diffidenze che spesso hanno i potenziali franchisee in Italia per un nuovo brand , sono moltiplicate all’ennesima potenza dai potenziali franchisee esteri perché non ci conoscono, non parlano la nostra lingua , non si fidano totalmente di quanto diciamo, non possono toccare con mano il successo di quel brand.

Ci sono due modi per potersi espandere in franchising all’estero:

  • Aprendo affiliazioni direttamente
  • Facendo un accordo commerciale con un Master Franchisee

Chiaramente le difficoltà della scelta dipendono da moltissimi fattori diversi , quindi qui parleremo in maniera generica ma, in linea di massima, sono assolutamente a favore della figura del Master Franchisee. D’altronde il franchising nacque per l’esigenza di grandi aziende, come la Singer , che trovava troppo onerosa l’espansione diretta sul territorio USA e così iniziò a creare una rete in una sorta di Franchising/concessionari.

Non si può pensare di andare alla conquista di un paese , spesso molto abituato alle insegne in franchising , stando in Italia . E’ necessario, quanto meno, avere un responsabile in quel paese estero, che conosce la lingua, la cultura , le usanze, l’economia , le tendenze, la concorrenza, in breve che conosce il mercato di quel paese.

Il Master Franchisee ha tutto l’interesse di spingere al massimo lo sviluppo della rete in quanto , per quel paese, è lui stesso il franchisor, che ha sicuramente dovuto versare una buona somma di entry fee per il ruolo, oltre all’obbligo, spesso imposto dal Franchisor e della normativa, di aprire il primo punto vendita pilota. Un manager diretto della casa madre, in genere, non ha lo stesso interesse e se l’impresa fallisce, lui non perde soldi, al massimo si deve trovare un nuovo lavoro.

Altro fattore determinante per una buona riuscita estera è l’essere dei camaleonti, che sanno adattare il proprio business a quel mercato di riferimento. Non si può pensare che il prodotto/servizio, che tanto successo ha riscosso in Italia , possa essere fedelmente clonato in altro paese, dove ci sono vincoli dovuti alla religione, alle abitudini alimentari, agli usi, ecc…

Un esempio per tutti. Il più grande Franchising al mondo, Mc Donald, ha moltissimo diversificato i suoi menù in virtù del paese. Non solo ha aggiunto piatti tipicamente locali ma personalmente ho trovato il classico hamburger di sapore molto diverso nelle varie nazioni dove mi è capitato di assaggiarlo, per evidentemente adattarlo ai gusti locali.

Quale sono i settori che tirano maggiormente all’estero? Quelli dove il made in Italy è riconosciuto come leader mondiale o tra i leader mondiali: franchising food & beverage ed il franchising tessile/abbigliamento.

Il Made in Italy che sfonda all’estero in franchising è composto perlopiù da ristorazione rapida e pizzerie (18%), Gdo e alimentare (12%), abbigliamento (6%) e ristorazione (6%).

Ci sono casi con una crescita esponenziale veramente eccezionale, come il caso di CALZEDONIA, presente in circa 40 paesi con poco meno di 4.000 punti vendita.

Oppure casi , come quello di YOGORINO, divenuto in breve tempo il n. 2 di settore in un paese così diverso come il Jappone.

Altro big, in questo caso dell’alimentare, che ha fatto leva sul modello delle concessioni in franchising è il gruppo Cremonini, che opera con diversi brand : Roadhouse Grill, i punti ristorazione Chef Express (anche in Cina), Mr Panino, Gourmé, Gusto Ristorante. Pochi anni fa la società è sbarcata anche nel mercato inglese della ristorazione nelle stazioni ferroviarie acquisendo la catena Bagel Factory.

Anche la rete dei ristoranti etnici (Old Wild West, Arabian Kebab e Cantina Mariachi), del gruppo Cigierre è prossima ai 200 punti vendita , seguita dal Brand Rossopomodoro che propone uno dei cibi più apprezzati al mondo: la Pizza!

Nel mondo del caffè la Illy fa da apripista con circa 150 franchisee, seguita dalla Lavazza e da molti altri brand del settore.

Ma sono moltissimi i brand Italiani in forte espansione all’estero, anche in altri settori, come , per esempio, l’occhialeria del brand NAU o la forte crescita dei 3 brand del gruppo Pianoforte Holding ( Yamamay , Carpisa, Jacked).

Altro leader storico del made in Italy all’estero è il gruppo Natuzzi, con il brand Divani & Divani.

Grandi numeri arrivano anche nel settore dell’abbigliamento con lo storico e potente brand BENETTON, ormai diffuso in tutti e 5 i continenti. Si sta muovendo molto bene anche il brand ORIGINAL MARINES nei paesi dell’est Europa e nel Medio Oriente.

L’Italia è, nell’immaginario comune, un paese con molte eccellenze, con un qualità superiore alla media , uno stile ed una creatività che ci pone sul podio e che ci fa apprezzare in tutto il mondo.

IL BRAND ITALIA, da solo, è già un sinonimo di garanzia di successo all’estero, soprattutto nei paesi del nord Europa e Nord America ma, le mete oggetto di conquista oggi sono i paesi emergenti come India, Russia, Turchia, Moldavia, Mongolia , oltre a paesi lontani che da sempre apprezzano il made in Italy , come Australia, Nuova Zelanda, Giappone , Corea del Sud.

Cosa manca ancora all’Italia, affinché possa divenire uno dei leader mondiali nell’apertura di negozi in franchising all’estero? LA SERIETA’ DI MOLTI FRANCHISOR.

Per ovvi motivi di privacy , non posso citare marchi Italiani che sono approdati all’estro, convinti che noi Italiani siamo sempre i più furbi e che basta dire quattro baggianate per portare dentro affiliati. Molti hanno anche fatto buoni numeri, ma senza una solida base ed una solida assistenza , hanno perso tutti o quasi i franchisee che si sono avventurati, attratti dal nuovo brand ITALIANO.

La prima cosa che un buon Franchisor Italiano dovrebbe fare , quando ha una richiesta di Master Franchisee in un nuovo paese, è un indagine di mercato ( con l’aiuto del potenziale Master Franchisee) atta a comprendere :

  • la concorrenza
  • le abitudini
  • i numeri potenziali della location proposta
  • i costi della location
  • i costi del personale
  • la possibilità di acquistare gli arredi in zona
  • la possibilità di acquistare , se necessario, le materie prime in zona

In poche parole , è necessario NON IMPROVVISARE, perché se far aprire un punto vendita all’estero è un grande orgoglio per una casa madre, vederlo chiudere è un dramma!

Italia popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori. Questa citazione campeggia sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà e del lavoro , edificio che si trova a Roma nel quartiere dell’Eur.

È GIUNTO IL MOMENTO PER RINVERDIRE QUESTA FRASE, DANDO IL MEGLIO DI NOI STESSI, DA ESPORTARE NEL MONDO.

Arrivederci al prossimo articolo.

G.Piersanti
Easy Franchising
g.piersanti@easyfranchising.eu

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