I passi per aprire una attività nel 2024

i passi per aprire un attivita nel 2024

Avviare un’impresa nel 2024 richiede diverse competenze e anche un’attenzione non indifferente verso tutti i passi burocratici da compiere, che devono essere seguiti in modo attento per riuscire ad aprire un’attività che segua le regole imposte dalla legislazione italiana e al contempo che sia anche in grado di portare dei risultati nel corso del tempo.

Avere un approccio sistematico e attento è essenziale per riuscire ad evitare il fallimento, che statisticamente colpisce il 50% delle nuove imprese nei loro primi due anni di attività.
Ecco perché è importante intraprendere una pianificazione meticolosa prima di lanciarsi nel mondo imprenditoriale. Un percorso strutturato e ben ponderato può notevolmente aumentare le probabilità di successo della tua impresa.
Inoltre, prima di avviare una nuova attività imprenditoriale bisogna considerare anche lo scenario nel quale si vuole operare.

Negli ultimi anni, lo scenario economico è cambiato notevolmente sia a causa della precedente pandemia, sia delle recenti situazioni geopolitiche attuali, come le diverse guerre che stanno interessando sia l’Europa sia altre zone del mondo, come il conflitto palestino-israeliano.
Tutti i conflitti in queste zone hanno portato a un incremento dei prezzi delle materie prime e in parte anche ad un’instabilità economica che si è riversata negativamente su alcune attività di servizi e merceologiche.

Solo valutando tutte le eventuali minacce esterne è possibile comprendere come riuscire a svolgere un’attenta considerazione dello scenario nel quale ci si inserisce e nel quale si vuole avviare un’attività imprenditoriale. Vediamo in questa guida a firma lavoroefranchising.com alcuni consigli utili su come mettersi in proprio! Ecco i passi da seguire.

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Mettersi in proprio in Italia conviene? I dati del 2023

Prima di vedere come mettersi in proprio è necessario comprendere se sia realmente conveniente e anche quale sia l’andamento di mercato per le attività individuali, società e imprese che hanno scelto di aprire un’attività nel corso del 2023.
Secondo i dati del Ministero delle Finanze, nel 2023, è stato registrato l’apertura di 492.176 nuove partite Iva, segnando un calo leggero del 1,9% rispetto all’anno antecedente.
Tale diminuzione ha interessato maggiormente le società di persone, che hanno visto un decremento dell’8,6%, le persone fisiche con un calo dell’1,9%, e i soggetti non residenti, i quali hanno subito una riduzione del 9,8%.
D’altra parte, le società di capitali hanno evidenziato un incremento minore degli avviamenti, con un +0,8% rispetto all’anno precedente.
Analizzando i dati per settore di attività, il commercio emerge come il settore con il più alto numero di nuove aperture di partita Iva, rappresentando il 18,2% del totale, seguito da vicino dalle attività professionali con il 17,9% e dal settore delle costruzioni con il 10,3%.

I quattro settori principali accumulano insieme più della metà dei nuovi avviamenti, con le costruzioni e le attività professionali che mostrano le variazioni più marcate, rispettivamente con una riduzione dell’8,6% e dell’8%.
Tra gli altri settori, si notano aumenti significativi nell’istruzione, che cresce del 53,1%, e nei servizi di alloggio e ristorazione, con un +11,3%, nonostante una forte diminuzione nell’agricoltura, che cala del 16,2%. Questi settori contribuiscono rispettivamente con il 3,1%, 6,2% e 6,9% al totale dei nuovi avviamenti.
Per quanto riguarda l’adesione al regime forfetario nel 2023, si contano 238.766 soggetti, indicando un lieve calo dello 0,2% in confronto al 2022. Queste adesioni costituiscono quasi la metà (49%) dell’intero numero di nuove aperture di partita Iva.
Come evidenziano i dati c’è un aumento delle persone che scelgono di mettersi in proprio in Italia. Analizzando lo scenario i settori che destano maggior interesse, proprio perché c’è una più forte richiesta da parte dei consumatori, si rivede in settori quali: commercio, servizi alla persona e istruzione.

Come mettersi in proprio: i passi da seguire

Il primo passo fondamentale per mettersi in proprio è dedicarsi a una profonda ricerca di mercato. Comprendere il settore in cui si intende operare, conoscere i potenziali clienti, e analizzare la domanda sono azioni preliminari indispensabili.
Questo processo non solo facilita l’identificazione delle necessità non soddisfatte all’interno del tuo mercato di riferimento ma fornisce anche le basi per sviluppare un piano di marketing mirato ed efficace.
Ma vediamo altri suggerimenti utili per riuscire ad aprire un’attività!

► Guarda la sezione come aprire un’attività

Redigere un business plan

Uno dei passi più importanti è redigere un business plan, che sia non troppo formale nelle fasi iniziali. Questo documento serve come una mappa che aiuta ad orientarsi nella gestione e nello sviluppo dell’attività, delineando obiettivi, strategie e aspetti finanziari.

Come realizzare un business plan per un negozio per celiaci

Preparare un business plan per un negozio di riparazione smartphone e PC

Marketing online

Nell’era digitale, anche le attività più tradizionali non possono prescindere da una solida presenza online. Un sito web aziendale ottimizzato, la presenza sui social media e la conoscenza delle strategie di Digital Marketing sono ormai imprescindibili per qualsiasi tipo di attività che voglia facilmente raggiungere il proprio pubblico in target.

Local Store Marketing nella ristorazione

Finanziamenti

È altresì importante valutare le possibilità di finanziamento disponibili. Sebbene un’impresa possa essere avviata con budget limitati, esplorare le opzioni di finanziamento può offrire maggiori libertà e opportunità di crescita, ci sono opzioni in Italia, anche a fondo perduto come ad esempio: Resto al Sud 2024, ma anche agevolazioni che vengono proposte dalle regioni, dallo Stato e dall’Unione Europea per le nuove imprese.

Tra le agevolazioni pensate appositamente per i giovani imprenditori, ad esempio, c’è anche il Nuove Imprese Tasso Zero On per il 2024. Un bando rivolto a imprenditori, piccole e medie imprese innovative, start-up presiedute da giovani, che vogliono ottenere per il loro progetto un finanziamento agevolato senza interessi che copra il 70% delle spese per l’avvio dell’attività.
Resto al Sud e Nuove Imprese a Tasso Zero On sono solo alcune delle agevolazioni che si possono trovare su Invitalia, è possibile però andare anche sui siti della propria regione di appartenenza o sul sito dell’Unione Europea per riuscire a identificare eventuali nuovi finanziamenti rivolti a chi vuole mettersi in proprio.
Il business plan redatto in precedenza gioca un ruolo importante in quanto facilita la presentazione del progetto a potenziali investitori o enti di credito.

Finanziamenti Bandi Franchising

Bando Resto al Sud: finanziamenti agevolati per l’apertura di nuove attività

Determinare la forma giuridica

Determinare la forma giuridica più adatta al proprio business è un altro passaggio che può andare a influire sul successivo successo della propria attività. La decisione influenzerà sia la struttura fiscale che la gestione quotidiana dell’impresa. Le opzioni variano da lavoratore autonomo a società di persone o di capitali, a seconda delle dimensioni dell’attività e degli obiettivi a lungo termine.
In Italia, tra le forme più apprezzate di assetto societario c’è sicuramente la SRL ossia una società a responsabilità limitata, che permette di ridurre l’impatto sul proprio patrimonio personale in caso di eventuali chiusure o situazioni debitorie, lasciando che sia la società ad assumersi tutti gli oneri e gli onori dell’attività.

Mettersi in proprio nel 2024 richiede una pianificazione attenta, la strutturazione di un piano di marketing per la presenza online, una gestione oculata delle risorse finanziarie, e un’accurata valutazione delle proprie capacità imprenditoriali.

Iter burocratico per avviare un’attività in Italia

Avviare un’impresa in Italia richiede un’attenzione peculiare alle pratiche burocratiche che in alcuni aspetti potrebbero andare a far mutare anche l’assetto dell’azienda; quindi, bisogna partire dal presupposto che sia necessario andare a svolgere un accurato iter per riuscire ad avviare un’attività commerciale che possa essere in grado di soddisfare le proprie esigenze sia in termini di settore in cui ci si inserisce sia in termini di operatività.
L’avvio di un’impresa comporta un’attenzione peculiare anche nell’ambito delle pratiche burocratiche che in alcuni aspetti possono variare anche a seconda della natura dell’azienda, del settore in cui si intende operare e della localizzazione geografica scelta per l’attività.
Queste differenze richiedono un approccio personalizzato nella preparazione e nella presentazione dei documenti necessari, nonché nella conformità alle normative vigenti.
Per esemplificare, l’iter per avviare un’attività commerciale tradizionale include diversi passaggi critici. Inizialmente, è indispensabile procedere con l’apertura di una Partita IVA, un atto fondamentale che identifica l’azienda agli occhi dell’amministrazione fiscale.
Successivamente, è richiesta l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente, un passo che ufficializza l’esistenza legale dell’azienda e ne facilita l’identificazione.
Una volta compiuti questi passaggi, è necessario comunicare gli atti costitutivi dell’impresa alla Camera di Commercio e inviare la dichiarazione di Inizio Attività al Comune di riferimento, che consente l’effettiva apertura dell’attività sul territorio.
Inoltre, nel caso in cui l’azienda preveda l’assunzione di personale, è fondamentale aprire le posizioni INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) e INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), garantendo così la copertura previdenziale e assicurativa dei lavoratori.
Oltre a questi adempimenti generali, molte attività sono soggette a normative specifiche, definite a livello regionale o comunale, che possono imporre ulteriori requisiti o procedure.
Ad esempio, nel settore della ristorazione, è comune che vengano richiesti certificati specifici come gli attestati SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) e HACCP (per la sanità della manipolazione degli alimenti e la pulizia degli ambienti), questi sono essenziali per garantire la sicurezza alimentare e la corretta gestione degli alimenti.
Data la complessità e la varietà delle normative applicabili, è fortemente consigliabile affidarsi ad un commercialista esperto, che possa fornire una guida precisa e personalizzata attraverso il labirinto burocratico.
Inoltre, per assicurarsi di soddisfare tutti i requisiti necessari e di evitare omissioni, può essere utile rivolgersi allo sportello SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) presso la Camera di Commercio.
Quest’ultimo è un punto di riferimento per gli imprenditori, in quanto li supporta sia nella gestione delle pratiche amministrative sia nella risoluzione di eventuali dubbi o perplessità legate all’apertura e alla gestione dell’attività.

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Quale società scegliere per aprire un’attività in Italia?

In Italia, le imprese si articolano in diverse forme giuridiche, ciascuna con caratteristiche specifiche che influenzano la gestione, la struttura del capitale e le responsabilità dei soci. La scelta della forma giuridica è uno dei primi e più importanti passi nella creazione di un’impresa, poiché determina il quadro normativo, fiscale e operativo entro cui l’azienda opererà.

Società di Persone

Le società di persone sono costituite da imprenditori che condividono gli stessi obiettivi commerciali e che intendono operare insieme con una responsabilità personale illimitata per le obbligazioni della società.

Queste includono:

  • Società Semplice (S.s.): prevalentemente adatta per attività non commerciali, come l’agricoltura. Non richiede un capitale minimo e la responsabilità dei soci è illimitata e solidale.
  • Società in Nome Collettivo (S.n.c.): caratterizzata dalla responsabilità illimitata e solidale dei soci per le obbligazioni sociali. Richiede la redazione di un atto costitutivo che indichi dettagli come la ragione sociale, l’oggetto sociale e le quote di partecipazione.
  • Società in Accomandita Semplice (S.a.s.): distingue tra soci accomandatari, responsabili della gestione e con responsabilità illimitata, e soci accomandanti, i quali contribuiscono al capitale sociale limitatamente alla loro quota di partecipazione.

Società di Capitali

Le società di capitali offrono una separazione tra il patrimonio personale dei soci e quello dell’azienda, limitando la responsabilità al capitale investito. Tra queste si annoverano:

  • Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.): una delle forme più diffuse per piccole e medie imprese, prevede un capitale sociale minimo di 10.000 euro e limita la responsabilità dei soci all’apporto di capitale effettuato. Oggi è possibile anche aprire una SRLS che richiede un capitale sociale minimo di 1 euro, e che a differenza della prima, può essere avviata anche semplicemente con la compilazione di un documento apposito senza bisogno di dover pagare un notaio.
  • Società per Azioni (S.p.A.): indicata per grandi progetti imprenditoriali con un capitale minimo di 50.000 euro. Le azioni possono essere negoziate liberamente, e i soci hanno responsabilità limitata alla quota di capitale sottoscritta.

Cooperative

Infine, ci sono le cooperative che sono aziende a capitale variabile che operano secondo i principi di mutualità, solidarietà e democrazia. I soci partecipano attivamente alla vita dell’azienda e beneficiano di servizi o beni a condizioni vantaggiose. La cooperativa è costituita tramite atto pubblico e richiede un minimo di 9 soci.

Come creare un business plan efficace per aprire un’attività nel 2024

Creare un piano di business efficace è fondamentale per chiunque desideri avviare o espandere un’attività nel 2024. Ma come riuscire ad avviare in modo efficace la propria attività? Semplice seguendo alcuni passaggi essenziali pensati per fornire delle fondamenta solide al proprio business. Ecco quali sono i principali.

Comprendere il tuo mercato

Il punto di partenza per qualsiasi piano di business è una profonda comprensione del mercato di riferimento. Questo implica condurre una ricerca di mercato dettagliata per identificare i tuoi potenziali clienti, comprendere le loro esigenze e preferenze, e analizzare la concorrenza. Utilizza strumenti di analisi dei dati per acquisire informazioni sulle tendenze del settore e sul comportamento dei consumatori. Questo ti aiuterà a definire il tuo target di riferimento e a posizionare la tua offerta in modo più efficace.

Definire la proposta di valore

La tua proposta di valore è ciò che distingue la tua attività dalla concorrenza. Rifletti su cosa rende unico il tuo prodotto o servizio e perché i clienti dovrebbero scegliere la tua azienda anziché un’altra. Essere chiari sulla tua proposta di valore non solo ti aiuterà a attrarre i clienti giusti ma guiderà anche le tue decisioni aziendali future.

Sviluppare strategie di marketing e vendita

Una volta definito il tuo mercato e la tua proposta di valore, è il momento di elaborare le strategie di marketing e vendita. Questo include la selezione dei canali di marketing più adatti per raggiungere il tuo pubblico, come i social media, il marketing via e-mail, la pubblicità online o le strategie SEO. Definisci anche un piano di vendita che delinei come intendi convertire i lead in clienti paganti.

Stabilire obiettivi e metriche

Gli obiettivi aziendali dovrebbero essere SMART: Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti e basati su un Tempo ben definito. Stabilire obiettivi chiari ti fornirà una direzione e ti permetterà di monitorare i progressi. Associa a ciascun obiettivo delle metriche specifiche per valutare l’efficacia delle tue strategie e apportare le necessarie correzioni in corso d’opera.

Pianificare le operazioni

Pianificare in modo attento le operazioni include la gestione della catena di approvvigionamento, la produzione, la distribuzione, il personale e qualsiasi altra operazione critica. Assicurati di avere una chiara comprensione dei processi che sostengono la tua attività e considera eventuali tecnologie o software che possono migliorare l’efficienza.

Analisi finanziaria

L’analisi finanziaria è uno degli strumenti più importanti e deve presentare al suo interno: una stima dei costi di avvio, previsioni di entrate e spese, e un’analisi del punto di pareggio, tutte le analisi devono essere condotte con metodi economici appositi che possano andare ad evidenziare le uscite da sostenere e le potenziali entrate nel corso del tempo.

Monitorare e aggiornare il piano

Il piano di business non è un documento immutabile, ma dovrebbe evolversi insieme alla tua azienda. Dedica del tempo a revisionare regolarmente e aggiornare il tuo piano per fare sì che questo sia in grado di riflettere in modo attento eventuali cambiamenti nel mercato, le lezioni apprese e le nuove opportunità che si presentano.

Perché valutare il franchising nel 2024?

Dai dati emergenti dal Rapporto 2023 presentato da Assofranchising, si evince che il settore del franchising ha dimostrato una resilienza notevole, superando le aspettative in un contesto economico sfidante.
Con un incremento del 7,1% rispetto al periodo precedente, il fatturato ha toccato la cifra significativa di 30,9 miliardi di euro. Questo settore ha inoltre contribuito positivamente al mercato del lavoro, impiegando oltre 252.848 persone, sottolineando l’importante ruolo occupazionale che gioca nell’economia.
Ecco perché valutare l’opportunità di aprire un’attività in franchising nel 2024 potrebbe essere la soluzione ideale per chi desidera entrare nel mondo imprenditoriale con il supporto di un modello di business già consolidato. In un contesto economico che continua a evolversi rapidamente, il franchising offre diversi vantaggi, ma richiede anche un’attenta valutazione per assicurarsi che sia la scelta giusta per le proprie ambizioni e capacità imprenditoriali.
Uno degli aspetti più attrattivi del franchising è l’accesso a un pacchetto completo di supporto fornito dal franchisor. Questo può includere formazione iniziale, assistenza nella scelta del luogo, strategie di marketing collaudate e consulenza continua. Tale supporto è particolarmente prezioso in un panorama economico che potrebbe presentare nuove sfide.

Avviare un’attività sotto il nome di un brand riconosciuto può offrire un vantaggio immediato in termini di fiducia e clientela, questo perché i consumatori tendono a gravitare verso marchi che conoscono e di cui si fidano, il che può tradursi in una rampa di lancio più rapida per la nuova attività.
Il franchising offre anche un supporto ottimale alla crescita aziendale, questo perché opera secondo un modello di business già testato, riduce significativamente i rischi associati all’avvio di un’impresa da zero. I franchisor offrono spesso dati dettagliati sui tassi di successo e sulle performance finanziarie, fornendo una base solida su cui costruire le proprie aspettative.
Bisogna considerare anche che a differenza di un’attività in proprio in cui si è da soli e non si ha alcun supporto esterno, il franchisor con la sua esperienza è in grado di supportarti e al contempo di fornirti spunti per innovare e adattarti alle tendenze di mercato. Un sistema franchising che dimostra di evolversi in risposta a nuove tecnologie, preferenze dei consumatori e condizioni economiche è più probabile che rimanga competitivo nel 2024 e oltre.

Il franchising nel 2024 può rappresentare un’opportunità attraente per avviare la propria attività, offrendo vantaggi in termini di supporto, riconoscimento del marchio e riduzione del rischio. Tuttavia, è fondamentale condurre un’analisi approfondita e considerare attentamente i fattori finanziari, contrattuali e operativi prima di prendere una decisione su quale sia il marchio migliore al quale poter fare riferimento.

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