Ogni anno decine di nuove tendenze gastronomiche si affacciano sul panorama del settore food in Italia. Alcune sono destinate a scomparire nel giro di qualche mese, mentre altre rimangono e finiscono per rappresentare una fonte di guadagno considerevole.
Sei interessato al mondo della ristorazione e in generale al settore alimentare?
Se il tuo sogno è quello di aggiudicarti una fetta di questo mercato, tenendo conto delle nuove tendenze per il 2026, di seguito troverai un elenco di quelle più interessanti e attenzionate da parte degli esperti di settore.
Alimenti per celiaci
Ogni anno, ad esempio, le persone che soffrono di celiachia aumentano del 10% e si ritiene che circa il 50% della popolazione sia intollerante al lattosio, in modo più o meno manifesto.
Alcune statistiche stimano la presenza, in Italia, di circa 500.000 celiaci e di oltre 3 milioni di persone con intolleranze alimentari (lattosio, nichel…).
Da questi problemi nasce una domanda dettata da un pubblico sempre più esigente, che vorrebbe evitare rinunce in fatto di sapore e varietà dei cibi e, considerando la domanda in crescita, si apre una finestra di business molto interessante: quello della vendita di prodotti alimentari gluten free e/o per intolleranti e dell’apertura di locali che si occupino di questa nicchia di consumatori.
In Italia attualmente il mercato del senza glutine sta vivendo una fase di trasformazione e crescita. Infatti, sta mutando passando dall’essere semplicemente un mercato di nicchia a diventare uno dei segmenti rilevanti all’interno dell’intera industria alimentare italiana.
Il comparto italiano del gluten free secondo Mordor Intelligence è valso 398 milioni di dollari nel 2025 e chiuderà il 2026 attorno ai 428,6 milioni, per poi arrivare a 620,58 milioni entro il 2031: un tasso di crescita annuo composto del 7,69% lungo l’arco 2026-2031.
A spingere questa traiettoria concorrono elementi di natura diversa. Il primo è di ordine normativo e riguarda l’avvio dello screening obbligatorio per la celiachia su scala nazionale, misura che porta alla diagnosi persone fino a quel momento inconsapevoli e che di conseguenza allarga la platea di consumatori strutturali.
Il secondo è invece culturale e riguarda quanti scelgono di eliminare il glutine senza una necessità clinica, quota che negli assortimenti pesa ormai quanto la domanda medica.
A completare il quadro c’è l’organizzazione della distribuzione, con i produttori che presidiano in parallelo farmacia, grande distribuzione, negozi specializzati ed e-commerce anziché affidarsi a un canale prevalente.
Il target di riferimento è facilmente fidelizzabile con qualche accorgimento, dovrai prestare molta attenzione per raggiungere qualità organolettiche competitive.
Se riuscirai a soddisfare anche solo queste due caratteristiche, avrai un prodotto che potrà posizionarsi sul mercato ad un prezzo molto più alto di qualsiasi altro prodotto alimentare.
Puoi scegliere di aprire un alimentare con prodotti senza glutine, assicurandoti prima che siano certificati dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia), oppure pensare a due attività nello stesso locale: lo shop e il fast food, sempre per celiaci.
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Ristoranti e vendita di alimenti vegetali
L’alimentazione vegana è vista come uno dei modi, forse il più importante, per ridurre l’impatto ambientale e salvaguardare il benessere degli animali.
L’alimentazione sostenibile è in crescita costante, si parla del 20% in più, con un aumento di 200 ristoranti circa ogni anno.
In Italia al momento sono ben 1,4 milioni i consumatori vegani e questi rappresentano il 2,4% della popolazione.
E secondo il 38° Rapporto Italia di Eurispes una fetta consistente di cittadini dichiara di guardare con favore a un’alimentazione più vegetale e nello stesso tempo di dubitare della propria capacità di sostenerla nel quotidiano.
Perde terreno però il vegetarianismo, che scende dal 6,6% al 5,3%, mentre la scelta vegana sale dal 2,9% al 3,2%, il livello più alto mai rilevato da Eurispes. In valori assoluti si parla di oltre tre milioni di vegetariani e di quasi due milioni di vegani.
Eurispes osserva anche che una quota di vegani compresa fra il 2% e il 3% rappresenta ormai un valore stabilizzato nella popolazione. Guardando all’intera serie, fra il 2014 e il 2026 la percentuale di vegani si è quintuplicata, salendo dallo 0,6% al 3,2%.
L’ampliamento di mercato nel settore del vegan sta portando così sempre più aziende, come le GDO e le industrie alimentari ad affiancare ai normali processi produttivi anche la produzione di alimenti plant based con linee dedicate ai vegani.
Se si ama cucinare e si apprezza la cucina vegana è possibile entrare in questo settore con diversi format come ad esempio: avviando un’attività di home restaurant o un ristorante vegano/vegetariano, oppure di aprire un negozio di alimenti vegan, o ancora una pizzeria, o un locale raw food che serve solo cibo crudo.
Per la valutazione del target di riferimento ricorda che la generazione Z, nata tra la metà degli anni ’90 e i primi 2000, è quella più consapevole rispetto alle tematiche ambientali, alla sostenibilità, alla sofferenza animale e all’alimentazione healthy.
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Veloce e gourmet è possibile
Abbiamo fretta, il tempo a disposizione sembra essere sempre meno e, proprio per questo, stanno prendendo piede i locali che uniscono alla velocità del fast food la qualità di un prodotto gourmet, che prevede ricette semplici, ma ingredienti ricercati.
Il fenomeno del fast food in Italia nel 2026 sta crescendo sempre di più, soprattutto nelle grandi metropoli italiane come Milano, dove il fast food diventa sempre più gourmet, e in città come Firenze, Roma e Bologna.
Secondo gli ultimi dati, alla fine del 2026, il valore del mercato della ristorazione raggiungerà un valore di 117 miliardi di dollari, e parte della domanda sarà proprio trainata dal segmento del fast food, che ha attualmente una crescita annua del 9,15% più alta rispetto a quella di altri paesi europei. A livello globale invece, la crescita del fast food a fine 2026 raggiungerà un importo complessivo pari a 708,27 miliardi di dollari.
Il fast food, dunque, diventa promettente e sempre più apprezzato con prodotti anche unici sul mercato e insoliti, non si tratta solo di hamburger, ma si possono trovare soluzioni dedicate al pollo fritto da mangiare mentre si passeggia, il sushi in tubo, i tortellini e perfino la lasagna fritta.
Ogni prodotto può trasformarsi in un’opzione gourmet del fast food. Non mancano poi le innovazioni tecnologiche come i totem touchscreen che servono per rendere il cliente autonomo e velocizzare le ordinazioni.
E le comodità quali la consegna a domicilio viene offerta anche dai ristoranti più chic. In tema “ottimizzazione” fa capolino, tra le nuove tendenze gastronomiche, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la preparazione di nuovi menù, analizzando le preferenze dei clienti, per la gestione delle scorte, le ordinazioni ai tavoli senza l’ausilio di personale, il monitoraggio dei sistemi di pagamento e prenotazione e molto altro.
► Ai: Cos’è l’Intelligenza Artificiale e come può aiutare a fare impresa
La pizza è sempre una certezza
Le pizzerie non registrano cali anzi, complici i prezzi contenuti che le rendono appetibili a tutte le fasce economiche e di età, aumentano il loro fatturato di anno in anno.
Il settore delle pizzerie, infatti, continua a crescere. Secondo quanto riportato da Ansa, il rapporto dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana ha rilevato un mercato in crescita dal valore di oltre 15 miliardi di euro all’anno.
Il rapporto economico, inoltre, ha segnalato che attualmente ci sono oltre 300 mila addetti nel comparto, e che vengono sfornate oltre otto miliardi di pizze giornalmente.
Questi dati ci permettono di comprendere come il mercato della pizza sia sempre una certezza e sia un’opportunità di business non indifferente. Soprattutto se si parte con il supporto di una realtà già strutturata e un marchio riconosciuto, che vi aiuta ad entrare più facilmente nel mercato della pizza.
Ecco perché proprio aprire una pizzeria in franchising potrebbe essere un’ottima idea per abbattere i costi e i rischi di impresa.
Esistono diversi brand che potranno aiutarti ad avviare il locale. Ricorda, per quanto detto finora, di prevedere alternative gluten free e vegetali per le tue pizze.
La nuova generazione di Food Truck
Aprire un’attività di ristorazione mobile è una delle tendenze per questo 2026. Non pensare ai camioncini sgangherati che, più di vent’anni fa, vendevano panini unti o altro cibo di dubbia qualità.
I moderni food truck sono attenti alle esigenze del nuovo mercato, cibi veloci ed economici, ma sempre più di qualità, preparati su mezzi esteticamente accattivanti.
Lo street food fa ormai parte della cultura gastronomica e riesce a fondere l’aspetto economico alla ricerca di ricette gourmet, all’utilizzo di packaging sostenibile e all’applicazione delle tecnologie, come la possibilità di prenotare il ritiro da casa, proprio come al ristorante.
Gli alimenti fermentati e probiotici
Un trend in crescita per quest’anno è la vendita e l’utilizzo nella ristorazione di prodotti fermentati infatti, secondo la società di consulenza Export USA, la fermentazione sarà una vera e propria rivoluzione per il settore alimentare.
Con la scoperta di una correlazione tra microbiota intestinale e salute, i prodotti fermentati che “arricchiscono i nostri microrganismi buoni” hanno registrato un’impennata delle vendite.
Prodotti come kefir, miso, crauti e kombucha sono stati inseriti in studi medici, che li consigliano come veri e propri strumenti di trattamento per problemi infiammatori cronici.
Distributori automatici di alimenti freschi
Vorresti un’attività ristorativa sempre aperta 24 ore su 24? Naturalmente non sarebbe sostenibile per te e il tuo personale, ma hai mai pensato alla possibilità di acquistare dei distributori da posizionare nelle zone più strategiche della tua città?
Sono distributori automatici, anche refrigerati, che possono quindi erogare prodotti alimentari freschi come carne, pasta fresca, prodotti agricoli come frutta e verdura e molto altro.
Potresti continuare a svolgere la tua attività in negozio, durante gli orari di apertura, e mantenere attiva la vetrina e la vendita dei tuoi prodotti per le restanti ore del giorno e della notte.
I distributori possono essere personalizzati con un logo e configurati in base alle esigenze specifiche:
- caratteristiche dei prodotti
- packaging (ingombro)
- luogo di posizionamento (es. pensiline per la pioggia)
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Con l’affiliazione commerciale (franchising) sarà semplice aumentare di molto il tuo fatturato, senza investire altro tempo prezioso che potrai trascorrere con la famiglia e gli amici.

























