Recovery Fund: cos’è e come funziona il Piano Next Generation EU

Recovery Fund pnrr

Il Governo Draghi sta lavorando alla stesura del Piano nazionale di ripresa e resilienza che è stato messo appunto dal precedente esecutivo. Questo documento per utilizzare i fondi del Recovery Fund traccia degli obiettivi specifici, le riforme e anche gli investimenti che si realizzeranno in Italia con l’accesso ai fondi della Next Generation EU.

La scadenza prevista per la presentazione del nuovo piano all’Unione Europea è stata fissata entro il 30 aprile, quindi molto vicina. Ecco perché l’obiettivo del governo è di presentare il prima possibile il nuovo testo per riuscire ad esaminarlo e per avanzare le giuste proposte e impegni che verranno successivamente realizzate dal PNRR.

Quali sono i finanziamenti previsti dal Recovery Fund con il Piano Next Generation EU

Il nuovo progetto del Recovery Fund prevede un’articolazione in sei differenti aree di investimento. Nello specifico il Governo ha individuato sei macro missioni che riguardano:

  • Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica con un investimento di 68,9 miliardi di euro
  • Digitalizzazione, innovazione, cultura e competitività con un fondo destinato di 46,1 miliardi
  • Mobilità sostenibile e infrastrutture, finanziato con 31,9 miliardi di euro
  • Ricerca e Istruzione con un investimento di 28,4 miliardi di euro
  • Inclusione e settore sociale con 27,6 miliardi di euro
  • Salute con un investimento di 19,7 miliardi di euro

Queste mission prevedono altre 16 componenti funzionali che serviranno per la realizzazione degli obiettivi sociali ed economici che sono stati definiti dalla strategia del Governo.

Ogni componente infine, si articola in altre 48 linee d’intervento per la creazione di progetti coerenti e omogenei. I vari progetti d’investimento sono stati selezionati attraverso dei criteri che sono volti a concentrare i vari interventi su quelli trasformativi e che sono di maggior impatto sia sul lavoro sia sull’economia.

 Per ogni missione sono indicate, infine, delle riforme per la loro realizzazione e successiva attuazione.

I fondi destinati all’Italia dal Recovery Fund

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si presenta come un’importante occasione per rilanciare il piano d’investimento nel nostro paese, per sostenere diversi settori e per riuscire anche a dare una maggiore iniezione di fiducia e sostegno alle aziende presenti in Italia.

Il governo ha deciso che utilizzerà i fondi in modo integrale, quindi saranno sfruttati tutti i 196,5 miliardi di grants e loans che sono previsti per il nostro paese dal Recovery Fund e anche dal Resilience Facility. Oltre a questi, si avrà anche nell’ambito della Next Generation EU un’iniezione di denaro di 13,5 miliardi di React-Eu e infine 1,2 miliardi che verranno forniti dal Just Transition Fund.

Tra questi fondi 65,5 miliardi di euro giungeranno in forma di sussidi, mentre una quota di 127,6 miliardi di euro giungerà sottoforma di prestito con un’iniezione di fondi complessiva pari a 193,1 miliardi di euro. Secondo quanto previsto dal cambiamento dell’anno e dal nuovo calcolo dell’importo in realtà bisogna considerare che l’Italia dovrà programmare i suoi investimenti su una somma leggermente più ampia pari a 196,5 miliardi di euro.

Tre priorità: progetti per giovani, donne e per il Sud

Secondo quanto è stato stabilito da parte della Commissione Europea attraverso la pubblicazione di un documento sui pilastri del Next Generation EU che è stato condiviso insieme anche alle nuove linee guida per l’accesso ai finanziamento dello Strumento per la resilienza e la ripresa, il 70% dei grants sarà impegnato negli investimenti per il paese tra il 2021 e il 2022, infine il restante 30% verrà speso nel corso del 2023.

Al momento, non è possibile parlare della versione definitiva del PNRR, che comunque rispetto alle versioni viste in precedenza, adesso cerca di allargare al meglio la fetta degli investimenti pubblici portandoli al 70% e cercando di ridurre ancora quella che invece sarà dedicata ai sussidi, senza comunque sfondare le linee di deficit e debito che sono scritte nei tendenziali della finanza pubblica.

In questo documento ci sono comunque tre cardini importanti che prevedono un uso del PNRR, che con gli investimenti aggiuntivi portandolo a una quota di spesa pari a 222,9 miliardi di euro.

Con questi investimenti che si aggiungono a quelli del Next Generation EU e del Recovery Fund, si andrà dunque a stimolare e fare programmi di sostegno anche per altri settori quali: il sostegno del lavoro e imprenditoria giovanile, parità di genere e riequilibrio territoriale e sviluppo del Sud Italia.

Il quadro comune dei Contenuti del Next Generation EU

Il quadro comune dei contenuti del Next Generation EU prevede che gli Stati Europei che sceglieranno di utilizzare i fondi seguano delle specifiche linee guida che sono fornite in ambito comunitario al quale dovranno dunque attenersi tutti gli stati membri.

Per la definizione del Piano dunque si deve tener conto che i contenuti guida prevedono:

  • Transizione Verde: ogni piano deve prevedere almeno un 37% di spesa in campo ambientale e per la lotta al cambiamento climatico.
  • Transizione produttiva e digitale: ogni piano deve incluedere almeno un 20% di speda che sarà dedicato a un miglioramento delle strutture digitali.
  • Equità: ogni piano deve includere delle misure che siano mirate a migliorare l’istruzione inclusiva, le pari opportunità e che garantiscano anche delle condizioni di lavoro eque e anche una protezione adeguata a livello sociale.
  • Stabilità a livello macro-economica: ogni piano deve preservare la sostenibilità del bilancio a medio termine. Bisogna puntare a un potenziamento degli investimenti e anche delle qualità in ambito di finanza pubblica. Gli stati membri dunque devono fornire dei redditi sostitutivi e d’accesso al sistema di protezione sociale adeguato. Inoltre, si devono migliorare le garanzie per l’accesso e iniezione di liquidità alle imprese, soprattutto alle PMI, lavoratori autonomi e imprese innovative, promuovendo investimenti che siano sostenibili e virtuosi.

Questi sono dei punti contenutistici molto rilevanti e che tutte le nazioni che accederanno al Next Generation EU dovranno considerare nella redazione del nuovo piano di resilienza che verrà illustrato dai paesi alla Commissione Europea entro e non oltre il 30 aprile del 2021.