Il franchising è un settore che nell’economia italiana continua a contraddistinguersi come uno dei settori in grado di mantenersi in modo stabile anche in contesti caratterizzati da oscillazioni dei costi energetici, dazi commerciali, tensioni geopolitiche e un potere d’acquisto messo alla prova dalla ripresa dell’inflazione, che nei primi mesi del 2026 si è attestata all’1,7%.
All’interno di questo scenario, aprire un franchising mantiene, secondo i dati di Nomisma, un giro d’affari che raggiunge i 36 miliardi di euro, segnando un aumento percentuale rispetto al 2023, e confermando la resilienza di un sistema che ha imparato a fare della diversificazione dei format, della standardizzazione procedurale e dell’efficienza gestionale i propri punti di forza.
Il comparto vale quasi il 2% del valore aggiunto nazionale, non rallenta la sua espansione nemmeno sul fronte della rete fisica: i punti vendita in franchising arrivano a quasi 70 mila unità, con un incremento degli occupati che raggiungono quota 293.791 (+2,1%).
Il dato fotografa l’impatto occupazionale di un modello che continua a creare spazio per nuove professionalità, soprattutto nei territori dove la piccola impresa fatica a reggere la pressione competitiva dei grandi player.
Solo nell’ultimo anno, proprio per la forza dimostrata dal settore sono ben il 65% i nuovi franchisee che scelgono di dedicarsi completamente alla propria attività. Questo è un segnale che il franchising è ormai percepito come un percorso imprenditoriale in grado di fornire soddisfazioni sia a livello commerciale sia personale.
E sono proprio: motivazione personale, flessibilità e la capacità di adattarsi a format in continua evoluzione che rendono il franchising una scelta solida, che pur rappresentando una tutela significativa, non sostituisce l’impegno quotidiano necessario a far funzionare un punto vendita.
I settori più redditizi del franchising in Italia
Sebbene la crescita del comparto coinvolga tutti i principali indicatori, alcuni settori mostrano performance più accentuate sia in termini di fatturato sia di attrattività per chi intende avviare un’attività in proprio.
Abbigliamento conto vendita e moda
Il settore moda genera 7,4 miliardi di euro e mantiene un ruolo strategico nel franchising italiano.
Dentro questo perimetro emergono due direttrici che si consolidano rapidamente: il segmento del lusso, con margini tra il 50% e l’80%, e la moda sostenibile, che secondo le proiezioni potrebbe crescere di oltre il 20% nei prossimi cinque anni, accompagnata da un interesse crescente verso materiali certificati, tracciabilità e modelli di produzione circolare.
Gioielleria e occhialeria mostrano segnali di crescita con incrementi fino all’8,2%, confermando la tenuta di un comparto che riesce a coniugare acquisto esperienziale e identità del brand.
Sul fronte operativo, i franchising in conto vendita continuano a rappresentare una soluzione che riduce il rischio d’impresa, soprattutto per i franchisee che desiderano iniziare con un’esposizione finanziaria più contenuta.
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Servizi alla persona
Il perimetro dei servizi alla persona, che comprende benessere, cura individuale, estetica professionale e servizi domiciliari, raggiunge un valore aggiunto di 7,8 miliardi di euro e impiega oltre 64.000 addetti, una dimensione che evidenzia la stabilità di un settore in cui la domanda cresce in misura proporzionale all’invecchiamento della popolazione e all’aumento del tempo dedicato alla cura del sé.
La customer experience, l’aggiornamento professionale continuo e la capacità di integrare servizi personalizzati diventano leve decisive per garantire fidelizzazione e redditività.
Gli investimenti complessivi del comparto toccano 1,1 miliardi di euro, una cifra che conferma la volontà delle reti di elevare gli standard qualitativi e di ampliare l’offerta con format più verticali.
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Franchising Multiservizi
Aprire un franchising multiservizi rimane una strada che può portare al successo imprenditoriale, soprattutto se si scelgono format interessanti e funzionali come i servizi di posta privata.
Insieme, a questi però si possono offrire diversi servizi accessori fornendo supporto sia alle aziende sia ai privati non solo nel campo delle spedizioni, ma anche per il pagamento delle bollette, servizi di noleggio oppure quelli finanziari e assicurativi.
Con un’agenzia multiservizi in franchising è possibile soddisfare le esigenze di un’ampia platea. Il consiglio è di valutare sempre l’apertura in centri molto frequentati, vicini a uffici e scuole.
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Ristorazione
La ristorazione in franchising mantiene un peso rilevante, rappresentando il 12% del settore con un giro d’affari pari a 3,92 miliardi di euro, previsto in crescita del 3,4%. Le reti attive sono centottanta e mostrano una distribuzione geografica concentrata soprattutto nel Nord-Ovest, dove si contano 4.899 punti vendita.
Il comparto si sta progressivamente trasformando integrando modelli che uniscono somministrazione e delivery, cucine centralizzate, concept semplificati e format monoprodotto più facili da standardizzare e controllare.
Chi investe nella ristorazione oggi deve valutare con attenzione i costi delle materie prime, la formazione del personale e la capacità del marchio di sostenere una comunicazione coerente con le nuove sensibilità alimentari, dal vegano alle cucine regionali rivisitate.
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Trend emergenti: sostenibilità, servizi alla persona, eco-tech e digital retail
Guardando ai driver che influenzeranno le scelte dei franchisor e dei franchising nel 2026, emergono alcuni elementi ricorrenti che definiscono un terreno di gioco diverso da quello pre-pandemico.
Sostenibilità e cultura eco-tech
La sostenibilità smette di essere un valore accessorio e diventa un criterio operativo, con investimenti che riguardano sia i materiali utilizzati nei punti vendita sia le soluzioni energetiche, fino al packaging e alla gestione dei flussi interni.
I format che integrano strumenti eco-tech, come impianti a basso consumo o sistemi intelligenti per ridurre gli sprechi, risultano più competitivi in un contesto in cui il consumatore è attento alle scelte del brand.
Digital retail e omnicanalità
La digitalizzazione non è più una voce del piano di sviluppo, ma una condizione strutturale. Il franchising che performa meglio è quello che affianca al negozio fisico un’infrastruttura tecnologica capace di gestire ordini, assistenza clienti, pagamenti, re-marketing e comunicazione locale.
I punti vendita diventano hub esperienziali mentre il digitale assorbe una parte crescente delle interazioni preliminari all’acquisto.
Guarda i franchising nel retail
Espansione dei servizi alla persona
La domanda di servizi domiciliari, benessere, consulenze personalizzate e attività rivolte alle fasce più mature della popolazione aprono spazi di investimento che fino a pochi anni fa erano limitati o presidiati da operatori indipendenti.
Il franchising consente standardizzazione, formazione continua e qualità replicabile, elementi fondamentali per intercettare un mercato in grande evoluzione.
Analisi ROI e tempi di rientro
La redditività di un investimento in franchising non si misura soltanto attraverso la forza del marchio o l’attrattività del settore, perché ogni rete ha una propria struttura di costi, una diversa intensità operativa e dinamiche commerciali che incidono in modo significativo sul ritorno economico.
L’analisi del ROI richiede quindi di considerare con attenzione il modello di business proposto dal franchisor, il fabbisogno finanziario iniziale, la sostenibilità dei costi fissi nel medio periodo e la capacità dell’imprenditore di mantenere il punto vendita aderente agli standard operativi, evitando quelle deviazioni gestionali che finiscono per allungare i tempi di recupero dell’investimento.
I dati raccolti negli ultimi esercizi mostrano che i tempi medi di rientro oscillano tra i ventiquattro e i quarantotto mesi, una forbice ampia che riflette la distanza tra format ad alta intensità di capitale tipici della ristorazione e del retail strutturato, e modelli più leggeri, come i servizi alla persona o i progetti basati sul conto vendita, nei quali il costo del magazzino incide in misura minore.
Nei settori dove la marginalità è più alta, come il lusso o il premium fashion, il rientro tende a posizionarsi nella parte bassa della curva soltanto quando il luogo è selezionata con criteri rigorosi, perché l’errore nella scelta del territorio è il primo fattore che compromette i flussi di cassa nei primi due anni.
Una valutazione seria del ROI non può prescindere dall’analisi del supporto fornito dal franchisor, che incide in modo diretto sulla velocità di avviamento: formazione iniziale, affiancamento operativo, strumenti digitali per la gestione quotidiana e campagne di marketing centralizzate riducono il rischio di rallentamenti nella fase di start-up e accelerano il percorso verso la piena autosufficienza economica del punto vendita.
Per questo motivo i franchisee più attenti non guardano soltanto alle previsioni di margine, ma alla qualità della rete in cui decidono di entrare, consapevoli che un marchio solido, una struttura di supporto coerente e un format testato su più territori rappresentano la premessa indispensabile per un ritorno dell’investimento stabile e prevedibile.
Idee di franchising e attività o negozi in franchising
Quanto conviene investire oggi?
Quanto conviene investire nel franchising oggi? Oggi è possibile vedere settori con il rientro più rapido tendono a essere quelli con costi fissi più contenuti e maggiore frequenza d’acquisto, mentre i format ad alta marginalità, come il lusso, richiedono un periodo di avvio più lungo ma garantiscono redditività più elevate una volta stabilizzati.
Inoltre, bisogna considerare che oltre alla scelta dei settori più redditizi, come quelli che abbiamo visto in precedenza, ci sono altri fattori che permettono di comprendere dove conviene investire nel franchising oggi.
Tre elementi primari da considerare sono:
- solidità del brand, che deve dimostrare storicità, capacità di adattamento e continuità nei risultati;
- supporto operativo, inteso come formazione, affiancamento e strumenti gestionali;
- compatibilità tra imprenditore e format, perché il franchising funziona dove l’imprenditore interpreta in modo attivo il modello e non si limita a eseguirlo.
Infine, dunque, dato che le previsioni indicano un comparto in crescita del 3,9% nel 2025, si comprende come si rafforzi l’interesse verso un modello che, pur richiedendo impegno quotidiano e una gestione attenta, offre l’opportunità di entrare nel mercato con una struttura più solida rispetto alle attività totalmente indipendenti.
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